Citatio diei
Ecco un pensiero profondissimo di un grande bastardo, uno scrittore controverso, dalla vita sregolata e sconquassata... l'Esteta per definizione: Oscar Wilde.

Quanto sono fortunati gli attori!
Sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia, o nella commedia,
se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime;
non così nella vita vissuta.

La maggior parte degli uomini e delle donne sono costretti a recitare parti,
per le quali non hanno alcuna inclinazione.
Il mondo è un palcoscenico, ma le parti vi sono male distribuite.

L'uomo è tanto meno se stesso quanto più parla in persona propria;
dategli un maschera e vi dirà la verità.

Oscar Wilde - Aforismi

Friend Test
Ricordo, a chi ancora non lo avesse fatto (bastardi!!!), che e' di vitale importanza per la vostra sopravvivenza fisica, psichica e morale, compilare il mio magnificissimo
FrocioNotizie
Sunday, June 24, 2007

I Cosiddetti Cristiani



Il Vescovo di Frascati fa oggi da eco al compagnone Tommaso Girelli, Vescovo di quel di Imola. In risposta a chi pretende ancora di sostenere che la Chiesa sia caritatevole e che nessuna discriminazione o offesa sia mai uscita dalle manifestazioni pubbliche legate al sostegno della famiglie e altre cazzate simili, ecco a voi due illustri ed incontrovertibili testimonianze (della serie, il male che volete tanto combattere ce lo avete in casa vostra...):


Che sia chiaro, "i gay non possono essere considerati cristiani". Lezione di catechismo con digressione omofoba, quella impartita il 26 maggio da mons. Giuseppe Matarrese, Vescovo di Frascati, ad un gruppo di ragazzini in preparazione per la cresima.

Il vescovo stava parlando della famiglia, della famiglia naturale eterosessuale, quando ha sentito il dovere di spiegare il posto degli omosessuali: fuori dalla Chiesa. Una dottrina in chiaro contrasto con il magistero cattolico, visto che le pecorelle smarrite vanno accolte. Probabilmente mons. Matarrese ha voluto parlare chiaramente, per farsi capire meglio dai giovani ragazzi. Che hanno afferrato il concetto. Una ragazzina presente al ritiro spirituale ha alzato la mano e lo ha contestato: "Secondo me non è giusto".

Così ha detto: "Secondo me non è giusto perché i gay invece possono amarsi come un uomo e una donna". E qui, racconta Adista, il vescovo 73enne ha perso la pazienza, zittendo in malomodo la ragazzina ribelle chiamandola "scema" e rivolgendo un irritato "hai la capoccia vuota" ad una compagna che tentava di difendere l'amica. Peggio: mons. Matarrese si è rivolto ai genitori e al Parroco pretendendo le scuse da parte dei cresimandi, minacciando di escluderli dalla celebrazione del giorno successivo.



Pochi giorni prima, ad Imola, si era nuovamente tuonato contro questa presuntuosa comunità di froci che si permettono persino di sfilare in un pride, chiedendo diritti campati in aria:


Al gay pride hanno partecipato certamente dei giovani, ma non erano il futuro dell'Italia, perché non avevano bambini. Hanno occupato la piazza oggi, ma non l'occuperanno domani, perché non avranno un domani.

Le loro provocatorie rivendicazioni sono prive di prospettiva, la loro richiesta di accedere al matrimonio si risolve nella delegittimazione del patto più impegnativo e fruttuoso tra esseri umani. Viene delegittimata così l'intera società politica, si cede al disfacimento del patto sancito dalla Costituzione Repubblicana.



Ricordando al Vescovo di Imola che Costituzione Repubblicana si scrive con le maiuscole (non sarà ispirata dal Divino, ma di sicuro è più civile delle lapidazioni e dei sacrifici umani di cui trasuda l'Antico Testamento), mi sembrava utile richiamare in questo post certe affermazioni. Sennò poi passano in sordina, e gli Italiani hanno la facile tendenza a dimenticare...

Ecco qui gli insegnamenti di pietas cristiana; ecco la tolleranza, l'amore di chi vorrebbe amministrare le nostre anime. Vi lascio con l'augurio che i Gay, quella piazza, possano occuparla per altre 10000 generazioni.

Sunday, June 17, 2007

Cumulo di Falsità



Ieri Roma è stata invasa dal nostro colorato e rumoso popolo dei GLBTQ. Non ero presente alla manifestazione, ma mai come quest'anno sono stato vicino agli amici che sfilavano e partecipe col cuore a quella che, per avvenimenti di tali dimensioni, prende il nome altisonante di Piattaforma Programmatica.

Perchè quest'ultimo Pride è stato il pride dell'esasperazione; stiamo arrivando (se non l'abbiamo già da lungo tempo ormai sorpassato) al punto di rottura. Non se ne può più, di sentire falsità, vuoti dibattiti travestiti da riflessioni ideologiche. Siamo stanchi. Siamo esasperati. E soprattutto siamo Inkazzati.

Voglio raccogliere qui un po' delle menzogne scopiazzate in giro, sulla rassegna stampa di oggi; cominciamo dal portavoce UDC:


"Le dichiarazioni odierne, insensate e false, di ministri della Repubblica pro privilegi gay dimostrano solo l'urgenza di una seria valutazione sulla loro sanità mentale. Pollastrini, sfortunata coi matrimoni, afferma il falso. Non ha fornito dati al Parlamento su discriminazioni, per il semplice fatto che non esistono. Pecoraro è in chiaro conflitto di interesse sul tema dei Dico. E Ferrero tutela solo le minoranze che chiedono privilegi".



Questo sedicente politico evidentemente vive in un paese dove non esistono aggressioni agli omosessuali; dove non esistono suidici di giovani omosessuali; dove i ragazzini di 15 anni non si gettano dalla finestra perchè vittime del bullismo omofobico; dove non si affiggono illegamente sui muri di una città manifesti che inneggiano alla pulizia etnica ed alla violenza contro gli omosessuali. Peccato che quel paese non è l'Italia. Non esistono dati sulle discriminazioni contro gay? Ma dove vivi? Con quello che guadagni da Parlamentare, almeno fai lo sforzo di comprare qualche giornale, la mattina, prima di entrare in Aula... Ah, già! Ma te in aula non ci vai neppure!

Si parla di privilegi. Che discorsi stanchi, ragazzi. Ogni volta che ci si ribella contro evidenti ingiustizie, ecco che si tira fuori la favoletta della Lobby degli Omosessuali, che vogliono arrivare a conquistare l'Universo. Siete stanchi, avete il cervello stanco. Questo è l'unico vostro problema. La politica deve essere al contrario dinamica, per interpretare in maniera pronta ed efficiente un realtà che non è statica e cristallizzata, ma continuamente in evoluzione.

Da quel manipolo di economisti creativi che è Forza Italia:


"Ci sono enormi discriminazioni verso i 22 milioni di famiglie con figli, dimostrati dall'Istat, e il Governo paga profumatamente i 'carnevali' mensili dei gay? Matrimonio gay e poi adozioni ai trans, quando Luxuria vincerà Miss Italia? Si stravolge il vivere civile per modificare l'immodificabile natura umana, ma ciò è illegittimo. L'idea leninista, in salsa Zapatera, è a un passo dal successo. Fioroni e Mastella reagiscano non solo a parole; benissimo Pezzotta"



Questo è davvero il più bel minestrone di stupidità, da qualche anno a questa parte. C'è qui la favola dell'opposizione e dell'incompatibilità tra riconoscimento di diritti alle minoranze e tutela della famiglia (peraltro ampiamente smentita dall'esperienza pratica e non sofistica di molti altri paesi nel mondo); c'è poi l'elemento della carnevalata, anche questo rigurgito stanco di una politica di vent'anni fa. I Gay Pride, mentre questo politico dormiva, si sono evoluti; il movimento è riuscito ad attenuare (a torto o a ragione) gli eccessi della carnevalata del pride: se si fosse informato, prima di aprire bocca, avrebbe visto che questa edizione è stata oltremodo composta; hanno sfilato per la maggior parte persone che finalmente si sono adeguate alla follia della normalità: composte, serie, dignitose. L'attacco alla famiglia, il tema del Contro Natura... Siamo arrivati all'apice delle falsità.

Pezzotta, un grande della menzogna:


"Mi ero commosso al Family Day vedendo la nostra gente - gente che lavora. Manifestare è sempre sacrosanto, ma del Gay Pride mi feriscono l'offesa, l'attacco alla mia Chiesa, la parodia della sensibilità cattolica, la profanazione dei simboli religiosi e di quella piazza"



I Gay non lavorano? Chi partecipa al Gay Pride passa le sue giornate a grattarsi i coj***oni? Ricordo a Pezzotta che io sono omosessuale, lavoro e pago forse molte più tasse di lui. E questo basta ad etichettare sparate come questa come spazzatura.

L'Avvenire - in sostituzione de L'Osservatore Romano, che oggi ha preferito tapparsi il naso e stare zitto, piuttosto che buttare altra mer***da sulla comunità GLBTQ:


"Ancora una piazza contro un'altra piazza? Il 16 giugno contro il 12 maggio? Da parte nostra, no. Per questo non vogliamo qui eccepire, e ce ne sarebbe, sul troppo facile sport delle "adesioni" o dei "patrocinii" in cui la nostra classe politica al Governo ha dato in questi giorni prova, spiace dirlo, di un incorreggibile cinismo. No, non c'è né ci sarà alcuna "guerra" tra genitori, figli e nonni da una parte, e lgbt dall'altra. Ricordiamo che cos'era San Giovanni al Family Day: nessun giudizio aspro, nessuna irrisione, nessuna sciocca caricatura, nessuna sentenza inappellabile nei confronti del mondo omosessuale."



Piazza contro Piazza? Adesso il Gay Pride è uno sberleffo al Family Day? Vi ricordo che il Family Day ve lo siete inventato quest'anno. Come può il Gay Pride, che è sempre esistito, essere una manifestazione che fa il verso al Family Day, poco più che neonato? Non vorrei inalberarmi nel discorso dell'uovo e della gallina, ma chi ha miseramente tentato di scopiazzare il Pride e di farci il verso, siete stati voi, col vostro Festival dei Pannolini Sporchi in Piazza (più che battuto, dalla manifestazione di ieri a Roma).

Lo sport delle adesioni? Quando dal Governo piovono patrocini sul Family Day, è tutto ok. Se un ministro, uno a caso, guarda un po', quello del Ministero Pari Opportunità, avanza il patrocinio verso lo storico Gay Pride, allora è rivoluzione? Signori, lasciate la Russia dov'è, per l'amor di dio! Conoscete il significato delle parole Pari Opportunità? Significa che non ci siete mica solo voi!

Nessun giudizio e nessuna irrisione dal Family Day? Ma ci sei stato al Family Day? Li hai letti i giornali o ti basi solo su ciò che credi che sia stato il Family Day? E i manifesti e gli spot violenti contro i DiCo? E gli sberleffi e la banalizzazione dell'amore gay?

Sempre da L'Avvenire:


"Lo stile talora è sostanza. Non a caso Angelo Pezzana, fondatore del primo movimento italiano per i diritti degli omosessuali, il Fuori, ieri in un'intervista dimostrava di non apprezzare il "gran circo" all'italiana: "Negli Usa i Gay Pride vedono poliziotti, pompieri, bancari, impiegati vestiti con i loro abiti di lavoro quotidiani proprio per rivendicare il loro diritto alla normalità. Invece in Italia si continua a ricorrere alla mascherata, a un'atmosfera da gran circo da buttare in pasto al pubblico che così giudica il mondo omosessuale come un branco di stupidi".



Negli stati USA cui si riferiva la citazione, i diritti che rivendichiamo oggi in Italia esistono già, e da molto tempo. Il pride rimane grande festa e manifestazione dell'orgoglio di essere normali, certo. In Italia non abbiamo neppure diritto ad esistere. E poi la gente si lamenta dello stile... Fare accuse di mancanza di stile ad un ragazzo gay è battaglia persa, tesoro; cambia mestiere.

In conclusione, voglio solo ricordare che ieri, in Piazza San Giovanni, secondo le Forze dell'Ordine (e non secondo gli organizzatori, quindi) c'erano 300000 - trecentomila - persone. Non avevamo agevolazioni come per il Family Day; non c'erano treni speciali come per il Family Day; per il Gay Pride nessuno ha fatto volantinaggio nelle case settimane prima dell'evento; non avevamo gli stessi mezzi e lo stesso denaro pontificio come per il Family Day. E purtuttavia, eravano 300000 anime. Molte di più delle stime delle Forze dell'Ordine alle 20.00 del Family Day, nella medesima piazza (il momento clux della manifestazione).

Di invasione si era parlato alla vigilia del pride. Ed un'invasione al di là delle più rosee previsioni è stata. E pesa come un macigno. Il Manifesto ha parlato di sepoltura per il Family Day, a meno di un mese di distanza. Grazie di cuore a tutti quelli che erano presenti in quella piazza, grazie a www.gay.it ed al canale satellitare EcoTV per aver seguito la diretta del Gay Pride di Roma in streaming video.

E chiudiamo con le parole di Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay:


"La sinistra è avvertita: la ricreazione è finita. Non sosterremo più una classe politica che non ci ascolta".



Tuesday, June 12, 2007

W le Queentastic!!!



Ciao, brutti!!! Il weekend è appena passato ed il nuovo già si avvicina! Che figata, vivere aspettando il finesettimana :-) Dovrebbe essere sempre sabato sera :P Ci sono dei sabati che veramente ti distruggi... Balli fino a giorno e ti massacri, scarichi tutte le tensioni accumulate; e poi sei pronto per ripartire, più ganzo e più fresco di prima!

Questo weekend è stato dominato dall'arrivo delle Queentastic al Mamamia, in anteprima Nazionale! Che cu***lo, direte voi! Eh, infatti, 'sta volta c'avete proprio ragione: si tratta di un gruppo sconosciuto persino negli ambienti più cool-fashion-glamour, quindi non stupisce che l'anteprima italiana sia capitata in una baraccopoli come Torre del Lago Puccini.

Però hanno partecipato all'Eurovision Song Contest, che è questo super-mega-galattico festival della musica troppo COOOOOOOL... aimè, anche questo per lo più sconosciuto ai molti. Le cose belle, si sa, passano in sordina. Mai una tv che lo trasmetta: devi per forza essere abbonato a qualche strampalato canale satellitare della min***kia, per godertelo... Mentre, ovviamente, nel resto d'Europa è un po' come il Festival di San Renremo per l'Italia. Sigh :-(

Per chi volesse approfondire le gesta di questa coppia di cantanti professionisti, potete fare riferimento al loro Sito Ufficiale, oppure dedicarvi ai commenti della loro nutrita schiera di fans scheccanti su YouTube e YouTube.

Adesso che avete inquadrato un po' i soggettoni del nostro discorrere, passiamo alla serata. Io comincerei dal mio superbo look ultra tirato: cioè, raga, roba da urlo. Persino il barista figo del Mama stava svenendo, mentre mi serviva il mio No-Martini-No-Party alla 007, con la fettina di limone... Per rendergli quel tocco di acidità che mai guasta...

Ero pronto per andare ad un matrimonio (o ad un PaCS), quasi: jeans attillati, che mi fasciavano il culo da dio; camicia bianca avvitata con collettone ultimo grido; un tocco di eleganza con la jakkettina gessata, molto sobria; e dulcis in frocius, il tocco finale immancabile...

Perchè un uomo si giudica dagli accessori, ragazzi: cravattone della Walt Disney Originals con Mr. Paperino che ruzza!!! Troppo avanti!!! Ahahahha

Davvero impeccabile. S'è ballato non so più quanto, sospinti dai fiumi di alcool e dagli spruzzi d'acqua che arrivavano dai baristi... Madooooo. Poi l'uscita delle Queentastic, il balletto della Sigla, rigorosamente filmato (lo metterò al più presto online, appena ho 5 min liberi, promesso).

E poi, che dire? C'era Lukino in forma smagliante, roba da stupro... Dio!!! Quant'è carino!!! Dovrebbero vietare a certe persone di andare in giro, sono dei veri pericoli pubblici: alto rischio di infarto o stress emotivo, al solo guardarli... Smack!

C'erano anche i ragazzi dell'Arcigay, che hanno fatto un salto, richiamati dalla spettacolosa esibizione della Markesa... Ah, tanto poi è inevitabile: la notte leoni, e il giorno... Lo sapete, no? La domenica si dorme fino a tardi, si dormirebbe anche tutto il giorno, coi piedini gonfi che fanno male per il troppo zompettare... Se non fosse che c'è il pranzo e la cena... Qualcosa bisognerà pur mangiare, tra un sonnellino e l'altro!

Cmq, ho deciso. Questo sabato, approfittando della presenza del mio Amichetto Imperituro (alias Folletto Malefico) in diretta dalla Roma Caput Mundi, e di mio fratello, per questa stramaledetta Luminara, ho deciso: faccio coming out. Sìsì, glielo dico. Basta, mi sono rotto: mi hai fatto saltare il Pride? Ok, allora beccati questa!

Ho già prenotato la cena in un ristorantino troppo cool-fashion in centro; magari ci scappa prima anche un aperitivo da uomini-della-notte, a Piazza Vettovaglie... Già me la immagino, la faccia che farà! Ahahahha...

Vabbè, vediamo di tornare un po' a lavoro :-) Ciaoooo

Friday, May 25, 2007

All'Ombra del Colosseo, sotto la Torre...



I gay sono affezionati a Roma... e come dar loro torto. Quest'anno il National Gay Pride si fa in una città a caso, indovinate un po' quale! :-)

A Roma, perchè Roma è la capitale; perchè a Roma c'è la sede del Potere Oscuro; perchè a Roma c'è Natzingher; perchè sfilare sotto il naso del Pastore Tedesco non ha prezzo... Per tutto il resto, c'è Arcigay... A Roma sulle orme del World Gay Pride del 2000, stesso percorso, stessi problemi dell'anno del Giubileo. Ogni anno, il Pride si ripete, ogni anno si fanno i bilanci del tempo trascorso, delle conquiste ottenute, dei passi avanti: ogni anno, la situazione è sempre la stessa. E i problemi pure.

L'Italia vanta la fama di essere il paese più omofobo d'Europa. E per questo la manifestazione non può che colpire al cuore, lì dove il centro ispiratore di questa omofobia si diffonde. Ma quest'anno non sarò al Pride, do forfait. Gli organizzatori avevano fissato la data per il 9 Giugno, poi ritrattando tutto e facendo slittare la manifestazione di una settimana. Tragica coincidenza: la settimana dopo, proprio nello stesso giorno, c'è la Luminara di San Ranieri, a Pisa!!!

Por***ca vacc***a miseria! Se gli organizzatori si facessero un po' meno seghe e pensassero a lahurà!!! Vabbè, pazienza. Visto che mio fratello ha già deciso che verrà a Pisa per vedere lo spettacolo della meravigliossissima Luminara, non posso che restarmene a casa e trascorre un bel weekend da etero...

E che etero, poi, ragazzi. Voglio solo ricordarvi che io sono l'unico frocio che al Mamamia rimorchia solo donne! Come l'ultima M.I.L.F. che mi ferma, proprio al centro del mama, mentre mi sbatto al ritmo di Madonna, e mi fa: "Scusa, ma te non sei gay, vero?" No, dico... Ma hai le banane sugli occhi o cosa??? Ok che la mia poderosa virilità potrebbe indurre in dubbio (e in tentazione) molte persone... però... A tutto c'è un limite.

Rispondo, cortesemente, che mi dispiace, ma sono proprio gay, convinto. Facendo lo sguardo di chi pensa: Ma non vedi che sono frocio perso???. E lei, triste come se le avessere ucciso il passerotto, ribatte: Ah, ma davvero? No, scusa... perchè sai... Speravo tanto che tu non lo fossi!.

Tutte a me. Tutte a me. Secondo me ce l'ho scritto in fronte. La gente mi viene a cercare, per creare queste situazioni al di là dell'umana immaginazione. Sennò non si spiega... Comunque, questo ad eterna dimostrazione del mio irresistibile sex-appeal, che riduce ai miei piedi ogni essere vivente, indipendentemente dal proprio orientamento/identità sessuale. :-))

Fortuna che per il 16 Giugno viene a trovarmi il mio Amico Imperituro di Roma, così mi tira un po' su il morale... Sennò, questo etero-weekend sarebbe stato davvero molto molto lungo... :-)

Alla prox.

Monday, May 14, 2007

Family Gay



Questo post lo scrivo giusto perché è tanto che non vengo sul blog, e poi sennò i miei fan si spaventano, credendo che sia morto o robe simili. Mi spiace informarvi che sono vivo e vegeto. Appena reduce dal meraviglioso Family Gay!!!

Eh, già: in questi giorni di primavera, gli Italiani non avevano niente di meglio da fare che organizzare la più grande manifestazione omofoba della storia della Repubblica, tanto per citare il nostro caro omorevole Grillini. Un milione di cattolici infoiati contro la degenerazione, la perversione, la malattia delle unioni civili. Un milione di cattolici hanno abbracciato le teorie Natzingheriane dell'Amore Debole e hanno deciso di organizzare anche loro il proprio piccolo Pride!

Ah, l'Invidia. Non lo sanno che di Pride ne esiste uno ed uno soltanto? Che ovviamente l'abbiamo inventato noi??? Poverini... sono così carnascialeschi! Non è forse una carnevalata, questa? Sfilare tutti con la foto della Famiglia Mulino Bianco appiccicata in fronte, a cambiare pannolini sporchi ai propri bimbi, proprio lì, in mezzo alla piazza? Ebbene sì: c'era pure lo stand per il cambio pannolino! Che ganzi!

E come non sorridere ai cartelli Io Dico No! oppure Oggi Bindi, domani Zapatero! Davvero simpatici. Ci vuole poca fantasia, a copiare i cartelli del Pride e cambiare i soggetti, ma apprezziamo l'impegno.

C'era anche Mastella, sapete? Che in diretta televisiva ha fatto quello che in ambito sessuale potrebbe paragonarsi ad un gran pompino con ingoio, a tutti gli esponenti della Destra Cattolica presenti. Ovviamente usando solo la parola, ma il senso non cambia. Mastella, il Jolly della politica: va dove ti portano i soldi.

Per fortuna che difendono la famiglia... Altrimenti non potrebbero garantire la reversibilità delle proprie pensioni d'oro ai rispettivi conviventi e compagni e amici degli amici... Le loro reversibilità vanno bene, ché costano milioni di euro. Ma se si parla della reversibilità della pensione per una coppia di omosessuali che vive insieme da 10 anni, amorevolmente... Beh, certo! Ma che siete pazzi? Questo distruggerebbe il bilancio del nostro amato paese!

Tutti pazzi. Si dice che i DiCo non servono, perchè tanto le nuove famiglie non sono che poche migliaia, in Italia; poi, però, se si parla di reversibilità della pensione, improvvisamente la portata del medesimo fenomeno diventa tale da minacciare l'economia tutta. A quando la fine del mondo? Forse Calderoli conosce già la data... potrebbe darci una dritta!

I DiCo fanno male alla famiglia, dice il Papa. P.S.: fatta eccezione per i DiCo dei parlamentari; no, quelli sono santi.

In piazza c'era un milione di persone, ma la manifestazione non è stata una sola: c'era chi era convinto di manifestare per il bene della famiglia; c'era chi, come gli organizzatori e la maggior parte della gente, manifestava contro gli omosessuali; c'era chi ha partecipato credendo di difendere i diritti di tutti e l'uguaglianza...

Ma l'uguaglianza, si sa, finisce insieme all'eterosessualità: se varchi il confine del secondo natura, potresti rischiare pericolosamente di ritrovarti a che fare col mondo civile.

Finito il Family Day, cominciano le polemiche. All'estero sono più confusi che mai: i giornalisti della BBC devono fare un lavoro certosino per tentare di riportare fedelmente in lingua inglese i termini della discussione. I pensieri dei nostri politici sono talmente arzigogolati da metterli in seria difficoltà. Oltre manica, invece, proprio non comprendono la ratio: troppe chiacchiere e poca logica nei discorsi. I francesi ridono, tanto Sarkozy ha già dichiarato che il potenziamento dei PaCS sarà un punto saldo del programma. Bah... In fondo sarebbe anche divertente. Se non fosse la nostra realtà.

Visto che è bene dare una panoramica completa della realtà, ecco le dichiarazioni fresche fresche di Calderoli:


Ieri Adamo ed Eva hanno battuto Adamo e Giuseppe con un netto e indiscutibile 6-0. Fassino e il Palazzo hanno un bel dire sul dover rispettare le due piazze di ieri, ma non hanno capito che di piazza ieri pomeriggio c’è ne è stata una sola, perché per fortuna i normali sono la stragrande maggioranza nel Paese mentre i diversi un’esigua minoranza.

Una minoranza sostenuta solo da un governo fuori dal tempo, forse l’unico a coprire la scandalosità del loro gay pride. Un Governo che ieri ha subito un pesante cappotto.

W la famiglia abbasso i culattoni.



Che belli, questi tuffi nel medioevo! Ti danno una ventata di aria fresca e ti fanno sentire orgoglioso di non essere nato normale.

Friday, April 27, 2007

Inaugurazione Mamamia 2007!!!



Il tempo passa, gli etero invecchiano e raggrinziscono, il popolo GLBTQRXYZ rinvigorisce e diventa sempre più cool-fashion-glamour. E si ricomincia dall'Estate! Ancora una volta in prima fila, per goderci la magia dell'Inaugurazione della Stagione 2007-2008. Proprio vero che il primo amore non si scorda mai! Sembra ieri che mi avvicinavo per la prima volta a questa baracca di legno sul mare: che universo si sarebbe dischiuso ai miei occhi, da quel momento...

Gli inciuci, le follie, le albe salutate dalla terrazza del Mama... E ora si ricomincia, per una nuova estate da sballo!!! Ricominciano i tira e molla, i tradimenti, le bugie ed i lati oscuri di certe storie... Rivedi le solite facce ogni anno, ogni anno diverse, ogni anno in compagnia di volti diversi... e maturi sempre più la convinzione che no, noi non siamo così. Diverso tra i diversi, il Mamamia è il crogiuolo delle diversità.

Fa ancora un po' freschetto, in prima serata, mentre si aspetta che la folla immensa del popolo della notte invada il locale. Ma poi, nel pieno della serata, è tutto il solito spintonarsi e calpestarsi... Gente dappertutto, che anche se tu dormissi, rimarresti comunque in piedi, sorretto dal milione di persone che si accalca intorno a te.

L'apertura è alla grande, all'altezza dello stile del Mama: piccolo revival della vecchia sigla, davvero Absolutely Fabulous... Ce ne vorrà di tempo per togliercelo dalla testa, questo vecchio tormentone! ormai è un po' come Crema: ogni volta che ne senti le poche note di inizio, non possono che tornarti alla mente tutti i momenti indimenticabili che sono stati sugellatti da quella canzonetta, sulla Marina di Torre del Lago.

Bando ai ricordi, c'è da fare spazio alle pagine bianche della nuova stagione, ancora tutte da imbrattare e scarabocchiare... Chissà se prima o poi riusciremo finalmente a disegnarci sopra un'opera d'arte, o se anche quest'anno rimarranno soltanto scarabocchi e cancellature... Nuova sigla, ovviamente (speriamo non cambi come al solito ogni 2-3 settimane!), nuovo balletto (OH MIO DIO!!! ancora non ho imparato Absolutely Fabulous e già cambiate??? Allora me lo fate apposta!!!).

Però la nuova sigla, diciamoci un po' la verità, fa leggermente caaaaaaa! Diciamo che la devi ascoltare qualcosa come mille volte, prima di fartela leggermente piaciucchiare... Ehehehe. Mega esplosione di coriandoli per aprire le danze, evvai!!! Si deve cercare, come le buone vecchie tradizioni impongono, un ragazzo vergine tra il pubblico, per fare l'alzabandiera!!! Seeeee, ormai per trovarli vergini, venuti al Mama per la prima volta, devi cercare tra i nati nel '93-'94 o dopo ancora! Impresa impossibile!

Piano piano s'alza la bandierina della comunità GLBTQ e la festa comincia! Tutti quei corpi, quelle mani... Dio, ballo per tutta la sera fianco a fianco con questo palestratello, due spalle enormi, che non fa altro che strusciarsi... Vecchi amici, volti nuovi del Mama: stasera, ovunque mi giri, riconosco persone incontrare all'Università, in giro per Pisa, a Mensa... Strano vedere qui la famosa comunità degli insospettabili, che ti riconoscono, ma fanno finta di non vederti, per evitare di essere sgamati... Ahahahahah!!! Quanta strada dovranno ancora percorrere...

La chicca della serata è un ragazzino di neppure 15 anni, ha appena cominciato il magistrale: biondissimo, due occhioni verdi, belli grandi aperti sulla fantastica scenografia del Mama... Il piccolo Filippo è una stellina: uno delle new entry del Mamamia. Le riconosci subito, perchè sembrano come circondate da un'aurea di santità, da un velo dal biancore immacolato... E' venuto direttamente da Firenze, per godersi questo inedito ed inimitabile spettacolo: ci sono persone che verrebbero al Mama al costo della vita, in processione sui ceci, pur di esserci!

Che tenerezza, vedere nei suoi occhi lo stesso stupore e la stessa eccitazione della mia prima volta al Mama! Proprio questa mattina ha completato il suo coming out con il padre, ed ora è qui (con la raccomandazione della madre di starsene ben lontano dalla pineta!!! Ahahaha, queste mamme moderne, che ormai conoscono pure i locali gay di fama!).

Parliamo per ore, del Mama, dei locali, dei nostri percorsi... la scuola, il lavoro... Uuuuuuuuuuu, Regina!!! Vieni tra noi!!! Ah, che cosa meravigliosa, l'entusiasmo del verginelli, di chi vanta ancora uno spirito puro e non è rimasto contaminato dalla pozzanghera dell'ambiente gay... Di chi si apre al mondo senza quel macigno di malizia, di acidità e di frustrazione che soffoca tutti gli altri.

Stasera sono ringiovanito di qualche anno.

Tuesday, April 17, 2007

The USA Odessey - The Ultimate Episode



La verità è che sono una persona troppo calma. Proprio non ce la faccio a perdere la calma. Non so se sia un bene o un male. Però, tant'è. Questa è l'ultima puntata della nostra telenovela. L'unico commento della voce fuori campo è questo: che Alitalia fallisca e si tolga finalmente dalle balle. Perchè tra avere una compagnia di bandiera che è zimbello e barzelletta per tutti noi, nel resto del mondo, e non averla affatto; beh, preferirei la seconda chance. Che se le arrotolino nel cu***lo le salviettine tricolori dell'Italia!

Al Liberty International Airport di Newark, aspettiamo il volo per Malpensa delle 10. E' stato spostato alle 10.30. Ci imbarcheremo alle 11 meno 10. Davanti a noi due americani: a parte il tipico aspetto di americano medio lardoso, con le mani unte di patatine e ketchup, uno di loro dice: "Che saranno mai due ore di ritardo! E' Alitalia!". Questa è la nostra fantomatica compagnia di bandiera. Potete dire che lo stereotipo non corrisponde al vero?

Alla stessa ora, dovrebbe partire il volo per Roma Fiumicino; ma neppure Alitalia sa bene da quale gate imbarcheranno i passeggeri di quale volo. Ogni 10 minuti, i passaggeri dei due voli si alternano tra il gate 51 e il 56 (diametralmente opposti, nel terminal dell'aeroposto): sicchè siamo un po' come un enorme pendolo di gente, che si sposta a destra e a sinistra, ad ogni nuovo annuncio. Sarà una trovata per far dimagrire gli americani lardosi... Almeno quando viaggiano, così si muovono un po'...

Raggiungiamo il punto fisso (prima del limite all'infinito, per fortuna) e ci imbarchiamo. Ultima fila di poltrone, prima della nuova stupenda dark room feature degli aerei Alitalia. Ci sono un po' di facce note: c'è il preticello che ci aveva accompagnato all'andata; c'è il un business man artigianale, fatto in casa... Alla fine ci si ritrova tutti, buoni vecchi compagni di sfiga!

Il volo procede tranquillo, perfino la cena è decente. Hmm, stupefacente: abbiamo meno di 24000 ore di ritardo e magari riusciamo pure a prendere la coincidenza a Malpensa... Incredibile!!! Ma è Alitalia? No, dai: non può essere!

Alla Malpensa, passiamo sullo straordinario velivolo per Pisa, un 2 metri x 0.5 con motori ad elica: forse è uno dei modelli usati dai fratelli Wright, o roba simile. Quando si accendono i motori, vibra come una lavatrice in centrifuga. Bah, tecnologia moderna...

Prendiamo il nostro giornalino quotidiano, allacciamo le cinture... Io sono ancora una volta lato finestrino, quindi posso osservare tutto quello che avviene a terra. Ed ecco che l'arrosto comincia a bruciare e la puzza ci invade le narici: fuori, sotto di noi, c'è il trenino dei bagagli del volo (riconosco persino la mia valigetta col beauty-case! Ah! Che sollievo: almeno viaggerà con me!). Comincia il nastro registrato che ci parla delle misure di sicurezza dell'aereo; si accendono i motori; l'aereo si sposta in posizione di decollo; ma...

Ma il carretto dei bagagli è ancora lì, fermo. Visto che il teletrasporto non esiste ancora, neppure per l'Alitalia, realizzo cosa sta succedendo: i voli sono puntuali, i pasti sono commestibili, i motori funzionano a modo... Ma i bagagli non arriveranno mai... Ahh, mio dolce beauty-case!!! Il caos ha separato ciò che io avevo meticolosamente unito...

Neanche a dirlo, si arriva al Galilei, vado al nastro trasportatore, ma il presentimento ormai è certezza. Il mio bagaglio non è mai partito. Denuncia di smarrimento, prossimo possibile volo per i bagagli: ore 17.00. E poi dopo, ancora, ore 22.00.

Sono in piedi da non mi ricordo più quanto. Ma non posso fare altro. Insieme al beauty-case, che è ben poca roba, rispetto al disastro che si sta prospettando adesso, viaggia mezzo magazzino Zara, souvenirs, buoni pasto, chiavi di casa, carte di credito, carica batterie, bancomat, fidelity card, patente codice fiscale tesserino sanitario elettronico. Qualunque cosa abbia una banda magnetica, sta nel bagaglio, sorvegliato dall'occhio vigile del mio dentifricio.

In mano, ho solo il portatile (che lancerei volentieri tra le labbra dell'assistente Alitalia - il mio portatile pesa 4 kili con batteria e forse 4.5-5 considerando tutte le altre porcherie elettroniche che stanno nella borsa: dite che gli farà male?). Mi è rimasto solo un portatile, un adattatore US-resto del mondo, e il Passaporto.

Sono dentro un incubo, ho capito! Aspettiamo che finisca, prima o poi mi sveglierò. Magari in realtà sono ancora sul volo da Newark, e sto compensando il jet-leg. Arriva il volo delle 17.00: qualche bagaglio viene raccattato, ma il mio manca ancora. Comincio a sentire l'ostilità del Divino, per aver condiviso il volo con il Predicatore. In qualche vita precedente devo essere stato molto (più) cattivo (di quanto non sia già stato in questa). Al karma non si sfugge.

L'ufficiale mi spiega che spesso a Malpensa hanno il vizio di non rietichettare i bagagli, quando li imbarcano sui voli successivi a quello perso. In questo modo, è impossibile tracciare davvero il loro percorso. Bene -penso- fantastico! Adesso ho la conferma che qualcuno sta lavorando contro di me, in modo minuzioso e determinato.

Vedo bagagli dappertutto: bagagli al pomodoro, bagagli fritti, hamburger con in mezzo il mio beauty-case... Era così vicino, sull'aereo, eppure ora così ineluttabilmente lontano. Torno a Pisa centrale. Prendo un autobus. Fortuna che il mio vicino di casa ormai s'è abituato, ai miei rientri senza chiavi: ogni volta, le dimentico da qualche parte, quindi non si scandalizza quando gli dico che sono chiuso fuori. Giunge il mio coinquilino, almeno mi do una ripulita e metto qualcosa sotto i denti.

Chiamo ripetutamente il Servizio Bagagli del Galilei: mai nessuna news. Comincio a pensare all'irreparabile: ma la sola eventualità mi fa star male. E' come aver perso metà della propria identità. E' come togliere la conchiglia alla lumachina...

Comincio ad intercedere presso il Divino, giurando di non aver mai condiviso nessuno dei falsi insegnamenti da fariseo del Predicatore. Venderei anche l'anima al Diavolo, in questo momento. Alle 23.40 squilla il cell: non riconosco la suoneria (i numeri sconosciuti hanno una brutta suoneria, quindi probabilmente è l'ufficio dell'Aeroporto): Signor Veraldi? Il suo bagaglio è arrivato.

Domani le do un bacio. E' un'angelo.

The USA Odessey - Goodbye, New York



Non le auguro a nessuno, 8 oro di volo consecutive. Dopo le prime due, nell'abitacolo si respira un'aria gelida, stantìa, anche se depurata dal circuito del condizionamento. La brina mi aderisce alla faccia: fa freddo... Guido è sparito diversi posti avanti a me. Ed il mio nuovo vicino non è altrettando attraente. In compenso ci sono ancora tutti i componenti della scolaresca, con tanto di arzillo professore in camicina fucsia che ci prova con l'Italiana...

Dormo un po', durante il volo: quei vecchi film in bianco e nero di James Bond e l'archeologia della cinematografia mi fanno venire la giusta dose di sonnolenza... Mi sveglio che dobbiamo compilare il famoso questionario per l'immigrazione: sono un terrorista? vengo negli USA per organizzare attentati? Poveri americani... come gli prude il cu***lo dell'11 Settembre...

Alle 2 del mattino, passiamo l'ingresso dell'Ufficio Immagrazione: Welcome to the United States of America, recita il targone argentato in cima all'ingresso. Si prendono le impronte digitali, sorridi alla web-cam, un paio di timbri sul passaporto e via! A ritirare i bagagli! Saluto il caro Guido, invitandolo a visitare Pisa, quando ha voglia. Chissà se lo rivedrò mai! Andava in America a cercar lavoro: buona fortuna!

Ci dirigiamo all'Avis, per il ritiro della nostra auto. Neanche a dirlo, venerdì 13 è passato, ma la sfiga regna sovrana ormai su tutto il weekend! Impiegano 2 ore a sbrigare tutte le procedure per accettare il voucher della carta di credito per il ritiro: alla fine ci consegnano questa macchinina Chrisler, 6 airbags ma senza chiusura centralizzata. Ormai credevo non le facessero neppure più, le auto senza chiusura centralizzata... Bah...

Il navigatore satellitare è un notebook di forma cubica, non proprio tascabile, che soprattutto lavora contro di noi, segnalando le svolte a 10 metri di distanza, quando in realtà bisogna svoltare subito. Sbagliamo strada un centinaio di volte, prima di adattarci a questo trucchetto. Arriviamo in albergo che ormai è giorno: le 6 del mattino di sabato 14 Aprile 2007.

Il giorno più lungo è finalmente finito! Siamo in piedi dalle 4 di mattina del giorno precedente. Ormai le gambe non mi reggono più. Corriamo alla hall, per prendere le camere e... Ed ecco che quando torno a Pisa, strangolo con le mie stesse mani quella rinco***jonita cronica dell'Agenzia di Viaggio!!!

Avvisare che si arriva tardi la notte ***NON*** significa, in alcun modo, ***ANNULLARE*** la prenotazione del giorno prima, perchè sennò gli sfigati come noi che arrivano alle 6 del mattino, dopo 28 ore di viaggio, devono pure aspettare che la stanza si liberi, vogliamo dire tipo verso le 10???, dai precedenti inquilini e dare tempo alle donne delle pulizie di risistemare tutto.

Così, ci toccano delle gradevolissime ore di sonno agitato (che più che sonno sembra stretching) sulle poltrone di cemento armato della hall dell'albergo. Mentre la gente allegra fa colazione, noi morti di sonno, in coma... sognamo un letto morbido per far riposare le stanche membra.

Per l'ora di pranzo, ci danno la camera (grazie Katinka, te sì che hai capito tutto di viaggi!!!). Piano piano, torniamo alla normalità: un riposino, un buon pasto caldo. Il jet-leg si riassorbe lentamente. Mentre torna la ragione, si fanno avanti i dettagli dell'albergo extralusso di cui siamo ospiti: lo Sheraton Edison Hotel è una figata mostruosa. Lì dove una colazione costa 27 dollari, la connessione ad internet si paga con numeri a due cifre per ora, la piscina riscaldata e coperta è adiacente ad una meravigliosa sauna :P!!!

Al piano terreno c'è un'enorme sala da ballo: la Thomas Edison Ballroom, che questo sabato ospita le New Jersey Daughters of the American Revolution (NJDAR), un gruppo di vecchiacce ultracentenarie e piene di soldi fino ai denti (rifatti e d'oro, ovviamente), che si dedica a ricevimenti e pesche beneficenza... Per poco non mandano a fuoco l'intero hotel, vecchie rimbambite, cazz***o!

La notte, invece, è la volta del ballo annuale delle Pi Kappa Alpha, che detto in italiano significa tanti pisellini teenagers americani gonfi di testosterone, stupidi e ubriachi... Pane (pene???) per i miei dentini... :P Cominciamo MOOOLTO bene! Welcome to the United States of America! Ahahahha.

La Thomas Edison Ballroom ne riserva ogni giorno una nuova: domenica mattina è la volta del gruppo cristiano di non so che cazz***o, che si cimenta in incredibili cori gospel di Alleluja e Ave Maria, proprio come nei films!!! 'Sti americani stanno proprio male!!!

Il tempo è rapidamente cambiato: sabato notte comincia una bufera di acqua e vento, che si trasformerà presto in nevischio, dall'inizio della settimana. Siamo a 6 gradi centigradi (praticamente, -2 gradi per ogni fuso orario con l'Europa!). Fortuna ho portato guanti da neve e sciarpettina, tiè! Questo però avrà effetti disastrosi sulla prevista gita a New York City... Accidenti, come mi dispiace, ci volevo proprio andare!!! Sarà per la prossima volta che si passa di qui :-)

The USA Odessey - The script



Io e Guido cominciamo a stringere una nuova quanto imprevista (oltre che interessata :P) amicizia: lui è molto socievole e lo faccio morire dal ridere! Ci divertiremo, in questo viaggio: se non altro abbiamo un modo per passare l'eternità delle 9 ore di volo! (Anche se non è il modo che io preferirei, dai ditelo, su! Quanto vi conosco!)

Il Boeing è nuovissimo: monitor al plasma dovunque, i sensori dell'altitudine, velocità etc. etc. etc... Guido allaccia la cintura: non faccio commenti sul pacco, sennò poi dite che sono il solito ninfomane... però l'effetto compressione della fibbia lascia intravvedere grandi potenzialità. :-)

Il pilota guida l'aereo verso la pista di decollo. Si accendono i motori e... E rimaniamo fermi con i motori a tutto spiano per tipo 10 minuti. Poi accensioni e spegnimenti vari. Dopo un'ora, il capitano annuncia che c'è un guasto al velivolo e che dobbiamo rientrare per consentire la riparazione agli ingegneri. Almeno 2 ore di intervento tecnico, dice.

La cosa comincia subito a puzzare: non si fa il test dei motori sulla pista di decollo. Persino le linee aeree del Burundi hanno criteri di sicurezza un pelino superiori! E' vero: in fondo si tratta di Alitalia, ma la cosa puzza uguale.

Rientriamo nel parcheggio vicino al gate di imbarco; ci fanno scendere tutti, offrendoci il buono per il pasto al bistro dell'aeroporto. Hmmm, bene tutto sommato: niente può essere peggio delle schifezze che ti danno da mangiare sull'aereo! Si mangia piadine e panini con la caprese, acqua e dolcetto. Di lusso! Quota spesa da Alitalia, finora: fai conto una decina d'euro per passeggero.

All'una del pomeriggio, si torna tutti allegramente al gate di imbarco: hanno sostituito la macchina e ora possiamo imbarcarci! (Deh, vorrei vedere: dopo uno scherzo di quel genere, altro che ingegneri e riparazioni e pezze! sto coso deve volare oltre oceano, meglio cambiarlo del tutto, piuttosto che ritrovarsi con un solo motore in mezzo al mare!). Dobbiamo sostituire le carte di imbarco: accidenti! forse perderò il mio affezionatissimo compagno! Dovrò volare per 8 ore accanto a chi???

In tutto questo, voi ancora non sapete che sul volo c'era il Santone-Predicatore-Porta-Jella, meglio noto come Figlio-Dei-Fiori: un tizio sulla trentina, barba bianca capelli lunghi stile Gesù Cristo. Dice di fare meditazione, e durante l'attesa distributisce tra i passeggeri dei volantini con le 10 regole d'oro della sua dottrina. Impassibile, disdegna persino gli insegnamenti meditatori che gli vengono suggeriti da un bielorusso altro nostro conpasseggero. Altro che Predicatore: secondo me questo qui è l'origine di tutti i mali del nostro volo. Non bastava il venerdì 13???

Rifacciamo le carte di imbarco: supplico la hostess di mettermi dappertutto, fuorchè vicino al Predicatore: se un fulmine dovesse beccare l'abitacolo in volo, certamente colpirebbe Lui, prima di chiunque altri!

A questo punto, si presenta l'ultimissima news: ci fanno aspettare tempi biblici, si fanno le 2 e mezzo del pomeriggio alla Malpensa e ancora non ci hanno imbarcato. Con fare minaccioso e violento, i nemici del Predicatore si avvicinano al gate e chiedono perentoriamente informazioni: non si trova l'equipaggio per volare!

Ahahaha, cioè, cazz***o! Vi rendete conto? Adesso abbiamo l'aereo, ma manca l'equipaggio!!! Roba che se lo racconti, la gente non ci crede! In pratica, è passato l'orario di straordinario dei piloti, e visto che Alitalia non ha il becco d'un quattrino per pagare neppure la carta igienica nel cessi della sua flotta, non si può volare!!!

Urrà! Dopo altre ore di cazzeggio, la hostess si fa in quattro per trovare soluzioni: dai, li facciamo atterrare ad Amsterdam e poi prendono la coincidenza per Newark; oppure Parigi è un'altra opzione... Beh, basta che ci smuoviamo da Malpensa, che ormai ha cominciato a fare l'effetto del film The Terminal, presente? Quello dove il protagonista rimane intrappolato in aeroporto: non può partire e non può uscire dalla zona franca per entrare in America!

Ora capisco come si sentono quelli che lamentano di viverci, in pratica, in aeroporto!!! La soluzione finale di Alitalia si rivela essere quella vincente: ci porteranno a soggiornare in un albergo nelle immediate vicinanze di Malpensa, in attesa di rischedulare il volo nel giro di 10-11 ore.

Evvai! Così partiamo in piena notte, si arriva a NewArk che è ancora notte fonda per il fuso orario e si va dritti a dormire!!! In culo al jet-leg! E' perfetto! Ma ora ridatemi il beauty-case, perchè in albergo senza dentifricio non posso mica andare!

E qui comincia il trauma bagagli: vi immaginate voi? Malpensa, l'aeroporto notoriamente famoso per le peggio magagne con i bagagli (bagagli persi, bagagli frugati dagli addetti, roba che sparisce misteriosamente nei buchi neri intorno all'aeroporto...), un aeroplano danneggiato, un volo cancellato... Quante volte sono stati spostati, scaricati e ricaricati questi bagagli? Secondo me è già tanto che riusciamo a ritrovarli a Malpensa, figuramoci poi aspettarsi che possano arrivare a Newark!!!

Andiamo a ritirare i bagagli sul nastro trasportatore: con noi, alcuni altri passeggeri, ma non tutti. Che fine faranno i bagagli di quelli che non hanno voluto ritirarli, per andare direttamente in albergo a riposare, è cosa ignota, che noi comuni mortali non conosceremo mai... In teoria, dice Alitalia, "saranno rimontati sull'aero al momento opportuno". Ci credete voi?

Io non sono tranquillo se non quando ho fisicamente tra le mani il mio beauty-case. Andiamo in albergo: un extralusso alle porte di Malpensa, fontana in bella vista, due blocchi di edifici comunicanti con un corridoio, dove trionfa un meraviglioso pianoforte, divanetti in pelle... Una sala aperitivi, due ristoranti, la veranda sulla sinistra del corridoio. A destra si può ammirare la piscina all'aperto con giardinetto annesso alla sala da pranzo.

Le camere sono imperiali: letti matrimoniali, moquettes, bagno da urlo con l'idromassaggio... Bigliettini di benvenuto dappertutto, che si congratulano per la scelta (di Alitalia?) e offrono bibite e canali televisivi pay-per-view. Minkia. Questo scherzetto è costato forse un centinaio di euro a persona...

Crollo sul letto, chè ormai le ore di veglia si fanno sentire e pesano sull'idratazione della mia pelle. Verso le 19, dopo un breve riposino, mi metto a lustro nel bagno monumentale e mi preparo per la cena.

Da urlo, ragà! Un intero viaggio transatlantico ha invaso questo albeghetto di provincia, col Metre che un altro po' impazzisce davanti a noi! Ahaahah. Ci sediamo ad uno dei pochi tavoli liberi: spero invano che scenda prima o poi Guido, ma scoprirò solo dopo che lui è stato dirottato ad un altro albergo extralusso nelle vicinanze.

La cena è all'altezza di tutto il resto: una fantasia di penne al tonno, salmone affumicato patate arrosto e guarnizione di verdure bollite, un superbo tortino di cioccolato con lacrime di caramello e zucchero a velo... O MIO DIO: e ho detto tutto!!!

Di lì a poco chiama mia madre: "Oh, lo sai che i piloti dell'Alitalia hanno fatto sciopero oggi? Emilio Fede stava parlando dei voli soppressi alla Malpensa!. O MIO DIO!!! (e due). Quindi, altro che balle sul motore che non funziona, gli straordinari... Tutte balle! Fede è sempre un passo avanti, non c'è niente da fare! Ricostruiamo il copione di questa straordinaria messa in scena: per non dichiarare apertamente lo sciopero (ma creare comunque il massimo del disagio), il personale di volo inscena un guasto tecnico al veicolo. Questo permette di attuare tutte le misure che portano alla sostituzione della macchina. Ma ormai, l'orario di lavoro è sforato ed il personale rivendica giustamente il diritto al riposo.

Alitalia, ignara della commedia che si è consumata a sue spese, sentendosi in colpa per il disservizio imperdonabile, offre vitto e alloggio ai passeggeri danneggiati in uno degli alberghi convenzionati. Risultato netto: uno sciopero coi fiocchi che è costato ad Alitalia un fottìo di soldi (visto che in condizioni normali, ci avrebbe lasciato crepare all'aeroporto!!!). Secondo me, meriterebbero un lauto aumento di stipendio, solo per la finezza di questa messa in scena!!!

Comunque, alle 21 termina lo sciopero. Una navetta ci viene a riprendere per portarci alla Malpensa prima della chiusura notturna. Il nostro volo è stato rischedulato per le 23.59 (quanto sono stati fini persino in quest'ultima, ennesima presa per il culo!) Ho fatto anche una foto al gate col nuovo orario di imbarco, perchè è davvero una ciliegina sulla torta! Potete gustarvela nella galleria di foto, tra le altre...

A mezzanotte, ci imbarchiamo. Ora le cinture farete bene ad allacciarle davvero: questa è la volta buona che si parte!!!

The USA Odessey - The beginning



Ciao brutti! Come ve la passate? Io ho recuperato un po' dello stress da insonnia e fuso orario, e quindi ora posso intrattenervi raccontadovi le mie straordinarie ed incredibili peripezie per raggiungere gli Stati Uniti d'America...

Indipendentemente dal fatto che questo è il mio blog personale (e, quindi, le cose che vi racconto vi entusiasmano e vi emozionano al di là di ogni immaginazione), le vicende in oggetto sono questa volta di tale rilevanza da richiederne un urgente e dettagliato resoconto al mondo. Dunque, partiamo dalla mia gola, che, per quanto larga sia, come potete immaginare, è in questo periodo soggetta ad innumerevoli sforzi per combattere un incredibile intasamento delle vie respiratorie, regalatomi dalle ultime follie di Pasqua.

In queste meravigliose condizioni di salute, venerdì mattina si parte sulla scia dei nostri trisavoli, a cercar fortuna in America. Già primo campanellino d'allarme: ho chiuso la valigia il giovedì prima, alle 23.00 PM. Io. Io che chiudo la valigia tipo una settimana prima anche per fare 10 Km... No, no, brutto segno. Poi questo venerdì è per giunta venerdì 13: e in America il venerdì 13 è giorno sfigato, si sà. Niente di buono si intravvede all'orizzonte...

In realtà, dei vecchi viaggi della speranza dei nostri trisavoli, questo ha ben poco: volo transcontinentale Alitalia, albergo extralusso, auto a noleggio... beh! La nostra azienda ci tratta veramente da Dio!!! Altro che immigrati!

Cmq, il succo del racconto sta da un'altra parte, non perdiamoci in chiacchiere. Si parte direttamente da Pisa, dal maestoso Galilei. Urca! che comodità, direte voi! E invece, già vi sbagliate: perchè il motto di questo post è "Se una cosa può andare storta, lo farà molto peggio delle tue peggiori previsioni". Quindi, disperate pure!

Il volo parte alle 5.45 AM. Ripeto: il volo parte alle 6 MENO UN QUARTO del fottutissimo mattino. Non so se siete pratici di questo genere di orari, ma per me le 6 del mattino, fino a quel venerdì, erano un punto non meglio specificato nella linea del mio SONNO REM. Sonno: significa che uno dorme. E per essere all'aeroporto in tempo utile, devo svegliarmi ancor prima, diciamo verso le 4.

Fantascienza. Roba da X-files: alle 4 del mattino non so neanche se la mia camera esiste già: magari il cinesino che la ricostruisce in Matrix si sveglia più tardi (beato lui); quindi, svegliandomi alle 4 cadrei nel nulla, nel non-luogo, mi ritroverei perso in un'altra dimensione...

Ma tant'è. Mi sveglio; il cinesino dev'essere stato furbo, perchè alle 4 è tutto esattamente come alle 9. Cinesi... Mi preparo, faccio veloce, stavolta: salto in blocco manicure, pedicure, depilazione e rasatura, tanto passerò una giornata di 36 ore nello schifo degli aeroporti, a maneggiar valigie... Arriverò uno straccio, inutile sforzarsi di farsi belli.

Prendo un taxi. Beh, in realtà qui si dovrebbe aprire una parentesi: non avendo mai chiamato il taxi prima, il giovedì sera faccio una prova. Chiamo il numero, credendo che prima o poi mi risponda qualcuno che prende le prenotazioni o robe simili. Invece la voce mi dice: "Il taxi numero X sarà da lei in 5 minuti". Quanto deve aver smadonnato il tassista per quella mia prova serale...

Adesso però il taxi mi serve davvero: quindi richiamo, dico l'indirizzo... Oddio, mi viene assegnato lo stesso taxi della sera prima! Se questo crede alla storiella dell' "Al lupo, al lupo", è la volta buona che rimango a piedi!

Ma l'anima pia si ripresenta, puntualissimo. Chissà se ha capito che ero io anche il giorno prima... Bah. Si va all'aeroporto, di volata, tanto la città la costruisce Matrix man mano che il taxi si muove, quindi non c'è ancora nessuno, in giro.

Desolazione enorme, un silenzio pazzesco. Guardo il piccione-formato-gigante che dà il benvenuto ai viaggiatori del Galilei... Giro di qua, giro di là. Anche l'aeroporto dorme ancora. L'unico coglione che parte alle SEI MENO UN QUARTO. Noto con mio grande stupore che, in bella mostra, sulla torretta di ingresso al Galilei, svetta la pubblicità di Torre del Lago! Evvai, Torre del Lago domina-a-bbestia!!!

Si fa il check in, ci imbarchiamo. Tutto liscio: scalo a Milano Malpensa. Noooo!!! Dove ritrovare il bagaglio è una roulette! Il mio accompagnatore dice che in 3 viaggi con scalo a Malpensa, i bagagli non gli sono mai arrivati in tempo. Se perdono il mio beauty-case, giuro che uccido qualcuno; faccio una strage all'aeroporto, se non ritrovo i vestiti di Zara e la pinzetta per i peli superflui... Ahahaha.

Arriviamo alla Malpensa, transitiamo verso l'imbarco per il nuovo volo per Newark, New Jersey. Tutto tranquillo. Benissimo, dico: ora posso sdraiarmi finalmente sulla comodissima poltrona del Boeing e dormire per le prossime 9 ore... Ahhh, che goduria.

Lasciate ogni speranza, ho detto! Saliamo sul Boeing. Mi scontro subito con il mio futuro compagno di disavventure, Guido. Un ragazzone molto cool-fashion-glamour, di Savona: pantaloni decorati, camicia nera e maglioncino verde acceso. Da quanto è stylish si direbbe sia del partito...

Arriviamo nello stesso istante al posto (ahh, la telepatia?), ci presentiamo. Cominciamo subito a chiacchierare: primo viaggio intercontinentale per entrambi, l'emozione, i progetti. E' molto gay-friendly, almeno fino a quando non si dilunga sull'argomento donne orientali e loro competenza in ambito sessuale. Hmm, mi sa che tanto gaio non è, in fondo...

Forse sui Boeing il mio radar perde i colpi :-( Ed io che già cominciavo a pregustare la prima esperienza nel bagno dell'aereo, a 10000 metri sul livello del mare e 900 Km/h! Sai che figata... Beh, pazienza: c'è sempre il ritorno!!!

In compenso, sul nostro volo c'è un'intera scolaresca americana, tutti teenagers guidati da un professore giovanile in camicia fucsia. Hmm, mi sa che non devo rimandare poi tanto: basta cambiare obiettivo... Ahahahah.

Allacciate le cinture! Si parte!!!