Citatio diei
Ecco un pensiero profondissimo di un grande bastardo, uno scrittore controverso, dalla vita sregolata e sconquassata... l'Esteta per definizione: Oscar Wilde.

Quanto sono fortunati gli attori!
Sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia, o nella commedia,
se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime;
non così nella vita vissuta.

La maggior parte degli uomini e delle donne sono costretti a recitare parti,
per le quali non hanno alcuna inclinazione.
Il mondo è un palcoscenico, ma le parti vi sono male distribuite.

L'uomo è tanto meno se stesso quanto più parla in persona propria;
dategli un maschera e vi dirà la verità.

Oscar Wilde - Aforismi

Friend Test
Ricordo, a chi ancora non lo avesse fatto (bastardi!!!), che e' di vitale importanza per la vostra sopravvivenza fisica, psichica e morale, compilare il mio magnificissimo
FrocioNotizie
Monday, September 12, 2011

Wieliczka - Auschwitz - Birkenau


Un viaggio a Cracovia vi offre anche la gradevole occasione di fare delle gite fuori porta, ad esempio nella caratteristica Cava di Sale di Wieliczka, appena 20 minuti di autobus dal centro della città.

La visita della cava è davvero un'esperienza interessante, del resto non a caso è stata inserita nell'elenco dei World Heritage Sites dall'Unesco. La visita guidata ci fa scendere una sequenza interminabile di gradini di legno per arrivare al primo livello sottosuolo, da cui poi si dirama una rete inestricabile di cunicoli e gallerie, là dove un tempo si muovevano e lavoravano i minatori. Tutt'intorno, le cave sono decorate di tanto in tanto con meravigliose statue di sale, che rappresentano le scene di vita quotidiana nella cava.

Ma il pezzo forte della visita è senza alcun dubbio la Cattedrale di Sale, costruita anche questa interamente dai minatori della cava, nelle loro lunghe giornate nel sottosuolo, ed internamente di pietre di sale. L'ampiezza del luogo e la spettacolarità delle sculture, delle pareti, delle pavimentazioni non possono che lasciarvi a bocca aperta.

Il pavimento su cui camminerete vi sembrerà fatto di piastrelle mi marmo scuro, mentre in realtà di tratta di minuziose levigature e incisioni direttamente nel cuore della roccia di sale. Esiste anche una riproduzione mozzafiato dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, che incute quasi timore per la sua perfezione suprema!

E se poco poco innalzate lo sguardo al cielo, al centro dello stanzone, di fronte all'altare, noterete il lampadario di cristalli di sale che da solo vale tutta la visita alla miniera!

Per fortuna, la risalita in superficie, dopo esserci addentrati tanto in basso sotto terra, tra le decine e decine di livelli underground, è molto più agevole e comoda, nonché originale: si viene stipati negli elevatori originali utilizzati una volta dai minatori, per risalire in circa un minuto a riveder le stelle! :D

Visto che siamo ormai in zona, una seconda destinazione che costituisce questa sì davvero un must-see è rappresentata dal complesso dei Campi di Concentramento di Auschwitz - Birkenau. Ricorderete forse che già un tempo avevo visitato un campo di concentramento nazista (si trattava del piccolo e pressocché sconosciuto campo di Majdanek). E tuttavia, mai e poi mai ci si può dire preparati allo spettacolo sconfortante che si apre agli occhi dei visitatori di Auschwitz - Birkenau.

Le tracce della vergogna del genere umano sono rimaste lì immortali, i forni crematori, i cumuli di scarpe, capelli, valigie... Ad ogni tappa della visita guidata ti piange il cuore al solo pensiero...

E dopo tutto questo girovagare, si torna in ostello dal nostro bravo torero... :D

Venite a visitare la mia galleria online di Krakow, per le immagini di questo meraviglioso viaggio!

Sunday, September 11, 2011

Krakow


E ora, un altro viaggettino nei posti remoti dell'Europa Orientale, ancora una volta in Polonia, che sembra sempre di più un posto dai tanti segreti da scoprire. O forse è solo uno dei paesi più convenienti per fare una bella vacanzina di cinque giorni, senza pagare praticamente un ca...

Cracovia è una gradevolissima cittadina, molto giovane, ricchissima di ragazzi polacchi studenti universitari, tanto da presentare uno dei panorami di divertimento più frizzanti della Polonia.

Appena arrivato, direzione l'ostello già quello dal nome pressocché impronunciabile, Atrakcyjny Kazimierz, nel cuore del quartiere ebraico di Cracovia. L'ostello è giovanissimo, come i tanti altri dispersi nel quartieri, spesso poco più che abitazioni a conduzione familiare. Se visitate Krakow per pochi giorni, ve lo consiglio calorosamente, soprattutto per le attrezzature veramente molto ben tenute, la cucina comune con sala giochi, che spesso diventa teatro di feste e serate in amicizia con gli altri ospiti dell'ostello e... soprattutto per i receptionist che sono uno più fico dell'altro... O sarà forse perché in generale tutti i Polacchi sono mediamente fichi, biondissimo e con gli occhi azzurri... Proprio lo stile ariano che mi fa impazzire!

Comunque, a parte il receptionist, un ragazzino universitario da mangiare a pieni bocconi... il benvenuto a Krakow non avrebbe potuto essere migliore, visto che nella mia camerata era solo in compagnia di un manzo spagnolo come pochi se ne trovano in giro... Non solo gnocco e fichissimo, non solo un vero toro spagnolo, ma persino simpatico! Abbiamo trascorso la prima serata insieme, in giro per pub a scolarci birrozze polacche!

Il centro della cittadina è davvero un gioiellino, richiamando da vicino i centri storici medievali di casa nostra. La piazza del mercato vecchio pare sia una delle più antiche e delle più grandi di Europa, ed è un vero must-see per chiunque vada a Krakow, prima di addentrarsi nei meandri della cattedrale, con i suoi ricchissimi interni e le sue decorazioni in oro massiccio, davvero impressive!

Una peculiarità della Polonia e di Krakow in particolare sono i biglietti di ingresso ai musei e/o alle attrazioni monumentali: a parte il costo, praticamente irrisorio, c'è poi il supplemento libero per chi ha intenzione di scattare foto all'interno! Bah, peccato poi che i controlli siano pressocché inesistenti... :D

A Krakow c'è poi una delle più antiche e prestigiose università della Polonia, incarnata dal monumentale Collegium Maius dell'Università Jagellonica. Da non perdere il teatrino dell'orologio medievale, al cambio dell'ora! Davvero unico nel suo genere!

La collina del Castello di Wawel è un altro posto gradevolissimo do ve trascorrere una giornata, specie se siete interessati alle favole di draghi ed eroi invincibili, nel qual caso non dovete perdervi la Caverna del Drago, al termine della quale vi aspetta tanto di statua sputa-fuoco del famoso Drago di Krakow.

Dal punto di vista della tavola, i Polacchi sono davvero dei buongustai: andando a Krakow non avrete certo alcuna difficoltà nell'assaggiare un buon piatto di Pierogi in una delle innumerevoli tavernette di cucina tradizionale, che sembra quasi come entrare in una casa privata, a tavola con la famiglia che la conduce!

Per non parlare poi degli originali biscotti polacchi: avventuratevi a comprarne uno in uno dei tanti stand ambulanti intorno alla piazza del mercato e poi provate a sedervi sui gradini della chiesa davanti alla spettacolare fontana! I simpatici piccioni che popolano incessantemente la piazza non esiteranno a venire ad elemosinare qualche mollichina per sopravvivere! :D

E dopo tutto questo girovagare, si torna in ostello dal nostro bravo torero... :D

Venite a visitare la mia galleria online di Krakow, per le immagini di questo meraviglioso viaggio!

Wednesday, April 20, 2011

Praha, la Città dei Fantasmi


Beh, già dall'incontro sull'autobus verso l'aeroporto, si nota quanto siano socievoli, tranquilli e simpatici i cechi. C'era questo ragazzo, poco più di trent'anni, che stava dando consigli ad un anziano viaggiatore, ansioso di visitare Praha per a prima volta. E il ragazzo non ha esitato a dare il proprio contatto personale all'anziano, assicurando che avrebbe provveduto a collezionare per lui tutti i suggerimenti ed i consigli sui posti da visitare, i luoghi di interesse, i ristoranti ed i piatti migliori da provare una volta in città! Wow!!! Quando si dice l'accoglienza e la calorosità delle persone!!!

Praha è una città enorme, con un monte di cose da vedere, a cominciare dal mitico Orologio Astronomico, dicono l'unico esistente in Europa che ancora è perfettamente funzionante. Da non perdere, ovviamente, il rito popolare del cambio dell'ora, quando una mandria sconfinata di turisti provenienti da ogni stradina e da ogni meandro sperduto della città si ritrova nella piazza principale, tutti con il naso all'insù, per vedere questo spettacolo divertente.

Allo scoccare dell'ora, uno scheletro che simboleggia la Morte suona una piccola campanella; poi, cominciano a passare una dopo l'altra le statuine dei 12 apostoli, che si sporgono da 2 piccole finestrelle, in alto sul quadrante dell'orologio; a questo punto, un gallo d'oro posto in cima al marchingegno urla e, alle risate inevitabili di tutto il pubblico astante, seguono le trombe del misso comunale, che suggellano l'avvenuto cambio dell'ora...

Terminato lo spettacolo, potrete immergervi nei meandri delle viuzze del quartiere antico della città, passeggiando da un negozietto di souvenirs all'altro, nella secca e fresca aria della città. Non mancate di visitare le splendide chiese nei dintorni, a cominciare da Santa Maria davanti Tyn che, dopo l'Orologio Astronomico, è il simbolo più importante della città; oppure le tante Sinagoghe, testimonianze di una fervida e vivace comunità ebraica.

Ma senza alcun dubbio, la principale attrazione di Praha è il Ponte Carlo, un ponte di mattoni che è quasi un miracolo sia ancora in piedi, costeggiato da meravigliose statue di santi ed apostoli... A tarda notte, o alle prime luci dell'alba, se vi capita di passare da queste parti, di ritorno da qualche pub o discoteca, il ponte assume uno strano carattere misterioso e quasi inquietante... Forse è per questo che Praha è stata soprannominata la Città dei Fantasmi...

Il centro della città moderna si raccoglie intorno alla grandiosa Piazza Venceslao, con la statua del santo che domina la collina antistante il Museo Nazionale. Se capitate da queste parti, non mancate di fare un saluto ad una delle tante stramberie della capitale, ovvero la statua del controverso artista ceco David Cerny, dove il grande capo appare in groppa ad un cavallo morto appeso per le zampe...

Quanto a stramberie, certo Praha non si fa mancare nulla, come il grande muro pieno di graffiti dedicato a John Lennon; oppure la torre della TV, che domina tutta la città, con le installazioni di piccoli bambini che, carponi, vanno a passeggio su di essa (altra opera visionaria di Cerny, peraltro); oppure il più gigantesco Metronomo che io abbia mai visto, posto sulla sommità della collina di un grande parco, appena fuori la città, che costantemente segna il trascorrere inesorabile del tempo...

Per non parlare poi dell'imitazione (riuscita male?...) della Tour Eiffel, ovvero la Torre di Petřín, una costruzione completamente di acciaio che domina il parco di Petřín, per l'appunto, e che, se soffrite di vertigini, vi sconsiglio vivamente, visto che, a quell'altezze, la torre oscilla spaventosamente sotto le violente folate del vento ceco!!! In compenso, potrete contemplare gli esemplari di maschio ceco (paurosamente tutti boni!) che popolano il parco intorno... :D

Una chicca assolutamente da non perdere è l'esposizione del Veletržní Palác, una mostra d'arte tra le più complete ed originali della città! E dopo tanto girovagare e sì stancanti attività mentali, potrete trovare ristoro in uno dei più chiccosi (ma economicissimi!) bar della città: il Caffé Louvre, dove gli eleganti camerieri cechi saranno felici di servirvi e coccolarvi...

Se il giro della città non vi ha deluso, beh sappiate che ancora più stupefacente è il tour notturno degli stessi luogi: di notte, tutti gli edifici ed i monumenti della città si illuminano di luci colorate che si riflettono nel tumultuoso flusso delle acque della Vistola ed offrono le viste più suggestive sulla Città dei Fantasmi!

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Friday, March 18, 2011

Mondello, Capaci, Bagheria


A due passi dal centro di Palermo c'è un vero capolavoro della natura: bastano 5 minuti di viaggio sul sempre sovraffollatto autobus verso Mondello, per raggiungere il paradiso in terra...

Si tratta di una lingua di spiaggia nel piccolo golfo di Mondello dove vi sembrerà di essere alle Hawaii o ai Tropici anzicché a Palermo: una sabbia bianchissima, un mare azzurro che più trasparente sarebbe difficile da immaginare persino, piccoli chioschetti che vendono ogni genere di leccornie per saziare i languorini dei bagnati (dalle frittelle alle bombe caloriche degli arancini, c'è solo l'imbarazzo della scelta!).

E sullo sfondo, all'orizzonte, il grande complesso del Charleston, un edificio su palafitta color crema, che è uno dei più famosi e frequentati stabilimenti balneari della zona. Godetevi una piccola pausa nelle acque calde del mare siciliano, rosolandovi al sole anche in pieno Dicembre!!! Non ha prezzo!

Poco oltre, dietro il mastodontico complesso roccioso di Punta Raisi, si erge un altro paesino costiero, che ha però ben altra fama: stiamo parlando di Capaci, luogo diventato tristemente noto per la strage in cui perse la vita il Giudice Falcone.

Montando su un piccolo trenino, in meno di mezz'ora si arriva alla stazione di Capaci e ci si può immergere in un tranquillo paesino di provincia, dove la vita scorre lenta e sempre uguale a se stessa.

A pochi minuti di cammino dal centro, si può raggiungere il luogo vero e proprio della strage, ai margini dell'autostrada, dove oggi si può vedere il monumento commemorativo con due enormi obelischi ai lati delle carreggiate ed una fila di bandiere dell'Europa, dell'Italia e dell'Associazione Nazionale Magistrati.

Fa quasi impressione vedere quel cartello verde dell'Autostrada che indica come sempre lo svincolo di Capaci e che fa oggi parte dell'immaginario della mia generazione, per tutte le volte che l'abbiamo visto in TV, nei notiziari e sui giornali...

Bagheria si trova invece nell'entroterra, ed è un paesino tranquillo, dove l'aria calda della vicina Africa si fa sentire ancora di più (se possibile), e tutto sembra immobile e fisso, a cominciare dalla condizione sociale dei suoi abitanti.

Bagheria è famosa per le sue meravigliose ville signorili, che attirano i turisti come mosche! Di gran lunga la più interessante è la cosiddetta Villa dei Mostri, dove si possono ammirare queste statue stranissime e fiabesche (o sarebbe meglio dire, uscite da un incubo pauroso!) che raffigurano mostri ed esseri deformi, a circondare tutto il grande giardino che corre intorno alla villa.

Il capannello di vecchietti che giocano animatamente a carte nella piazza centrale del paese completa lo spaccato di questa mitica realtà siciliana.

Palermo nel Cuore


Oggi deviamo un po' dal solito viaggio all'estero e ci dedichiamo a scoprire un piccolo grande tesoro della nostra penisola: Palermo. Nel cuore della calda Sicilia, questa città è un gioiello che difficilmente vi lascerà scontenti.

Per certi aspetti, assomiglia molto a Napoli: ci sono quartieri signorili che ricordano i palazzi dei sobborghi partenopei, così come l'aria dei mercati cittadini del sabato mattina, così intrisi di odori e sapori tutti siciliani, dove la frutta e la verdura esposti nei banchetti degli ambulanti sono un tripudio di colori e di vitalità. Dove le voci della gente e le urla dei venditori si mescolano in uno dei più caratteristici spaccati della realtà palermitana.

Una visita al mitico quartiere di Ballarò ed al suo mercato sono un must per qualunque turista in visita a Palermo... Sebbene non sia consigliabile girovagare per questo intreccio indistricabile di stradine e vicoletti al calare del sole... Non è che dia proprio questa grande impressione di tranquillità e sicurezza...

Il centro di Palermo è segnato dal meraviglioso corcevia dei Quattro Canti, che sono quasi un inestimabile punto di riferimento. Con le sue quattro fontane e le facciate degli antichi edifici nobili che le circondano, i Quattro Canti sono il cuore pulsante della vita (e del traffico) di Palermo.

Ma le attrazioni sono una lista infinita di emozioni, a Palermo: la Cattedrale è un capolavoro di architettura che, circondata da palme e giardini, dà un senso di eternità e sicurezza; il Palazzo dei Normanni, poco oltre, austera sede del Governo della Regione Siciliana; il Teatro Politeama, nobile ed elegante teatro a pianta circolare che si apre su una Palermo signorile e benestante; il Teatro Massimo, che sembra quasi avere un'anima più proletaria e che rappresenta il punto di incontro per tutte le comitive di ragazzi, in attesa di decidere come trascorrere la serata...

E sebbene non manchino visioni un po' meno edificanti, come viavai sospetti di gente losca, macchine carbonizzate ai margini delle strade o sospese su quattro mattoni e sventrate di tutti gli accessori, compresi gli pneumatici... che danno un'idea di una Palermo dove non è tutto rose e fiori... tuttavia le bellezze ed i tesori di questa città sono i veri protagonisti indiscussi, per le mandrie di turisti che, senza esagerare, rimangono senza fiato ad ammirarli.

Senza fiato per esempio a visitare le meraviglie della Cappella Palatina, della Chiesa della Martorana o, poco distante, del sublime Duomo di Monreale, opere d'arte che il mondo tutto ci invidia.

Molto suggestivi sono poi i sobborghi che storicamente sono stati popolati da minoranze etniche e religiose, dove persino si possono trovare le indicazioni ed i cartelli delle vie scritti in italiano ed arabo... E si ha la sensazione che davvero qui si possa toccare con mano l'integrazione sociale ed il vero spirito di accoglienza e solidarietà, che hanno fatto grande questo Paese...

Ma chi visita Palermo non può non dedicare il giusto tempo ad un tour speciale, il tour antimafia, un pellegrinaggio dovuto, specie in questo periodo di festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia.

E' a Palermo che è nato il Maxi Processo; a Palermo hanno operato eroi civili come Falcone e Borsellino; qui si trovano ancora, ad eterno ammonimento e testimonianza per le generazioni future, la Piazza della Memoria, i Monumenti alle Vittime della Mafia; gli alberi commemorativi per i nostri eroi civili caduti sotto il tritolo degli attentati della Prima Repubblica.

Ed una particolare menzione merita Capaci: a pochi passi da Palermo, questa cittadina, divenuta tristemente famosa per l'attentato al Giudice Falcone, dovrebbe rappresentare un luogo di pellegrinaggio civile, su quei luoghi dove ora svettano le bandiere dell'Europa, dell'Italia, dell'Associazione Nazionale Magistrati... dove ora rimangono solo due obelischi enormi ad onorare la memoria dei nostri eroi.

La sensazione che ci cattura al termine del nostro giro è che Palermo sia un pozzo senza fondo di stimoli, potenzialità turistiche ed economiche, che rappresenti uno scrigno di ricchezze di inestimabile valore... ma che purtroppo si trovi in balia di amministratori inetti ed ostaggio di politici incapaci di valorizzarla al meglio...

Thursday, February 10, 2011

Lübeck


Lübeck è una tranquilla cittadina tedesca, a meno di un'ora da Amburgo, che può vantare credo l'aeroporto più piccolo e striminzito d'Europa! L'aeroporto in sè consiste essenzialmente in un capannone dell'Ikea, ricoperto di maxi posters pubblicitari di Ryanair e WizzAir a fare da pareti...

Pensate che quando mi sono presentato con il dovuto anticipo per prendere il mio volo di ritorno in Italia, l'aeroporto era... chiuso! Solo al momento del check-in, in men che non si dica, tutto si è animato, i negozi e gli stand informativi si sono aperti, i negozietti di souvenir hanno esposto le loro cianfrusaglie per gli ultimi sprovveduti ritardatari e poi... una volta arrivati ai gate di imbargo, lentamente tutto è tornato alla tranquillità, le luci si sono gradualmente spente e l'aeroporto è ricaduto nel torpore...

La cittadina merita una davvero una visita, non foss'altro che per vedere uno dei monumenti più famosi e più fotografati della Germania, ovvero l'Holstentor, l'antica porta di accesso alla città, con i suoi caratteristici torrioni difensivi.

Attraversato l'Holstentor, come dei grandi generali d'altri tempi, si supera la striscia d'acqua posta ad ulteriore difesa della città antica e si entra nell'isolotto che un po' ricorda Amsterdam, per i suoi edifici stretti e alti, le finestrelle pittoresche che si riflettono nel canale ed i frontoni così tipici dell'architettura nordica.

La più grande attrazione resta certamente la grande piazza del mercato centrale , che ospita il meraviglioso Lübecker Rathaus, il Municipio, con la sua facciata così carateristica ed aerodinamica, quasi, per permettere all'impetuoso vento del Nord di fluire indisturbato...

Durante la mia visita, poi, la piazza era ancora più interesante, per via una enorme installazione di una pista di pattinaggio sul ghiaccio, grazie alla quale ho potuto vedere un po' di bei manzetti ariani che si divertivano in gruppo... :D

Ma soprattutto, vale la pena di visitare Lübeck per farsi immortalare in una foto senza eguali: ovvero accanto alla statua del Diavolo, seduto tranquillo e semiubriaco su un monolite di cemento, proprio accanto alla cattedrale! Non ha prezzo!

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Freie und Hansestadt Hamburg


Ebbene sì, un'altra tappa nella efficiente (e un po' fredda) Germania del Nord. Questa volta la destinazione è la Freie und Hansestadt Hamburg (Libera Città Anseatica di Amburgo). Il clima metereologico non ci ha certo aiutato, visto che i primi due giorni sono stati tipicamente invernali, con una pioggerella fitta ed un venticello freddo, che soffiava direttamente dal Mare del Nord! Però non ci siamo fatti scoraggiare certo da tanto poco! Mantellina impermeabile che ti copre dalla testa ai piedi e via, verso nuove scoperte!

Penso sia stato uno dei viaggi più a buon mercato che sono riuscito a trovare finora, tipo che con Ryanair ho fatto andata e ritorno a 8 euro e l'ostello ad Amburgo è costato davvero una sciocchezza! La cosa bella dell'ostello è che si trovava sul cucuzzolo di una collinetta prospiciente il megalitico porto della città, da cui si poteva ammirare quindi uno spettacolare panorama di tutto il centro!

La prima tappa, vista la location dell'ostello, è stata inevitabilmente Speicherstadt (la Città Magazzino), il magazzino portuale di merci più grande d'Europa, che di notte si trasforma di un suggestivo spettacolo di luci e mattoncini rossi, che si riflettono nelle fredde acque del porto.

Qui ci accoglie anche il Museo delle Spezie, con esemplari di semi, pianticelle e spezie provenienti da tutto il mondo (e dove la ricevuta per il biglietto di ingresso è un grazioso e profumatissimo sacchettino di essenze)!

Girovagando per la città, si scopre che in realtà le maggiori attrazioni sono piuttosto concentrate in un'area tranquillamente visitabile a piedi, o con minimi spostamenti in metropolitana (anche questa caratterizzata, ovviamente, dall'onnipresente spirito di efficienza e puntualità tedesco!).

La cosa che stupisce più in generale delle città tedesche è la cura quasi maniacale con cui le rovine della Seconda Guerra Mondiale sono state recuperate ma volontariamente non ricostruite. Le rovine e spesso le carcasse di edifici e vecchie chiese vengo messe in sicurezza, questo sì, ma lasciate semidistrutte e con i segni ancora evidenti dello sventramento attuato per effetto dei bombardamenti.

L'effetto (riuscitissimo) è quello di renderli testimonianze della barbarie, ad eterno ammonimento per le generazioni future sulla totale insensatezza della guerra.

E' questo il caso della suggestiva Sankt Nikolai Kirche, la Chiesa di San Nicola, che si eleva per quel poco che rimane, tra i moderni edifici della città, e dove si possono osservare persino i commoventi pilastri dell'antica navata centrale distrutti per metà, che sembrano tronchi di albero mozzati e scarnificati, senza più chioma... Danno quasi l'idea di sanguinare ancora del sangue delle vittime della guerra! Per non parlare poi del gruppo campanario, che si tiene ostinatamente in piedi seppure la chiesa tutt'intorno ad esso non esista ormai più...

In questa zona ci si può poi concedere una divertente visita all'Hamburg Dungeon, le prigioni della città, che sono ora un divertente parco giochi, un po' morboso ed angosciante forse... Ma di certo la foto con te che vieni decapitato da una mega ascia insanguinata mentre sei intrappolato in una vera gogna d'epoca... non ha prezzo!

La notte amburghese sembra poi durare in eterno, con un città che non va praticamente mai a dormire. Le luci del municipio cittadino nell'osurità della notte, che resistono al vento gelido del vicino mare del Nord, sono davvero suggestive!

Ma per chi vuole godersi la notte di Amburgo fino al midollo, di certo il posto giusto per cominciare (e finire) è Sankt Pauli, meglio noto come il quartiere a luci rosse... Qui si trova una incredibile concentrazione di luoghi di gioco, di svago, di ristorazione e fast food, nonché di intrattenimento teatrale e, ovviamente, sessuale! E sempre qui, potrete bere una rinfrescante birra nel locale dove per la prima volta si sono esibiliti i Beatles, ovvero il Grosse Freiheit 36, dove vi darà il benvenuto una originale installazione che ricorda il mitico gruppo che era solito suonare proprio qui, prima del suo grande successo internazionale!

Se poi vi avanza una mezza giornata o magari il tempo fuori è troppo proibitivo, una menzione particolare la merita il Miniatur Wunderland, il Museo delle Miniature, che ospita una collezione spaventosamente grande e variegata di modellini di treni, macchinine, stadi, teatri, monumenti e città del mondo! Un vero paradiso per grandi e piccini, proprio nel cuore della Speicherstadt!!!

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Friday, December 10, 2010

Málaga, Córdoba, Marbella


España, Mi Amor... Niente di meglio di un rilassante break a Málaga, uno dei porti più grandi del Mediterraneo, dove si respira un'area tranquilla e serena e lo spirito vitale degli Spagnoli è il vero protagonista. In poco meno di un'ora si può anche raggiungere Córdoba, per visitare l'eterna magnificenza della sua Mesquita.

La prima cosa che rimane impressa di Málaga è certamente la possibilità di entrare nella Plaza de Toros, in visita gratuita! In tanti viaggi in Spagna, questa è stata la prima volta che ho potuto metter piede all'interno dell'arena vera e propria... ed è davvero un'emozione particolare! Peccato che questi luoghi così fascinosi siano teatro di indicibili atrocità contro gli animali... E pure qui ho beccato la immancabile manifestazione di protesta contro le corride ed i toreri!

Non so bene il perchè, ma sono sempre stato attratto dai luoghi di mare, specialmente nei mesi invernali... E Málaga non è certo da meno: visitare la spiaggia subito a ridosso degli edifici residenziali della città e passeggiare tranquillamente lungo il mare, con questo cielo un po' plumbeo e l'arietta fresca che soffia dal largo verso la riva... ah, che serenità e che visioni magiche! Ha un non so che di decadente...

Tu da solo e lo sconfinato mare davanti a te: esiste forse opportunità migliore per ricaricare le batterie del corpo e dell'anima???

La più grande attrazione di Málaga è però senza dubbio il Gibralfaro, la costruzione fortificata sulla collina, che domina tutta la città ed il porto dall'alto. Oltre alla magnificenza del castello, che ricorda vagamente una Alhambra in miniatura, da qui si possono godere dei panorami mozzafiato, specie all'imbrunire o alle prime luci dell'alba; panorami eterni e straordinari che lasciano intuire in lontananza i luoghi remoti da cui provengono e verso cui salpano le navi che senza sosta trafficano il porto della città.

Come sempre, una visita assolutamente da non perdere è al mercato centrale: un tripudio di odori, sapori e suggestioni, all'interno di un edificio arabeggiante con magnifici finestroni colorati, che si aprono varchi di luce nel marmo intarsiato...

A poca distanza da Málaga riposa sul mare un altro gioiellino della costa meridionale della Spagna: Marbella, un piccolo borgo, dove persino la coppia presidenziale statunitense ha scelto di trascorrere le vacanze estive!

Un paesino dove la vita scorre via lenta e tranquilla, sempre uguale a se stessa e al contempo sempre inevitabilmente diversa: passeggiare sul lungomare, addentrandosi nel parco che costeggia gli svariati kilometri di spiagge (sempre rigorosamente libere e gratuite, come nel miglior spirito spagnolo...) non ha prezzo!

Ma a Marbella vi aspetteranno anche una miriade di negozietti di sovenirs e manifatture ceramiche spagnole; alcuni dei migliori bar dove assaporare il vero gusto dei churros y chocolate; ed una intera arteria cittadina popolata di opere d'arte scultoree del maestro Salvador Dalì! Uno spettacolo per gli occhi e per la gola, dunque! :D

Spostandoci un pochino nell'entroterra, dove la calura spagnola sembra non dare tregua neppure nei mesi invernali..., raggiungiamo infine Córdoba, dove ci siamo riproposti di visitare un altro scrigno di tesori inestimabili per il turismo spangolo: la Mesquita.

Si tratta di una delle moschee riconvertite in chiese cattoliche cristiane più straordinarie che mi sia mai capitato di vedere. L'interno della Mesquita vi lascerà senza fiato, con la sua maniacale cura per le decorazioni intarsiate nel marmo vivo e l'effetto scenografico, noto a tutto a mondo e che tutto il mondo invidia, delle interminabili file di doppi archi, che si mescolano in un mix di colori e vivacità, tutta di ispirazione orientaleggiante.

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Thursday, September 23, 2010

EuroPride Warszawa con Anti-EuroPride


E quindi è proprio vero! Quest'anno l'EuroPride hanno deciso di farlo in un paese del blocco sovietico, ex-comunista, ultra-cattolico e conservatore. Quale città migliore di Warszawa per un'incontenibile invasione arcobaleno!!!

Devo ammettere che all'inizio ero un po' spaventato da questa scelta: la Polonia non è che sia il paese più tranquillo del mondo, né il più tollerante. A volte rimango persino incredulo sul fatto che faccia davvero parte dell'Europa!

Del resto, le esperienze dei passati GayPride che si sono tenuti nella città non lasciavano intravvedere niente di buono. Le poche volte che il sindaco ha consentito allo svolgersi della manifestazione, ci sono sempre stati scontri anche molto violenti, con gruppi di ultra-nazionalisti cattolici e le immagini delle violenze spesso hanno conquistato le aperture dei TG in Europa.

Ma mi sono fatto coraggio e, non senza un pizzico di curiosità per vedere come fosse un Pride in un paese ex-comunista come la Polonia, e sommando anche un pizzico di orgoglio in più, per andare a difendere i valori di libertà e diritti civili in un paese come quello, ho deciso di dare il mio piccolo contributo alla Causa.

Il giorno del concentramento nella piazza del Municipio di Warszawa c'era il mondo intero! Un fiume di persone, volontari, simpatizzanti e sostenitori, polacchi e stranieri; c'era gente da ogni parte d'Europa e del Mondo. Gli onnipresenti Svedesi, con il gruppo di poliziotti gay; il Gay Men Chorus di Londra; la rappresentanza Canadese; i gruppi cattolici; l'esile associazionismo GLBTQ polacco; le delegazioni dalla Russia; il mondo imprenditoriale, dei club ricreativi, delle disco e dei locali; Google... C'erano proprio tutti! Persino gli attori del film hollywoodiano Milk, che hanno preso la parola al termine dell'immensa parata.

Il mega serpentone di manifestanti si è rivelato in tutta la sua sconfinata grandezza quando ha raggiunto la meravigliosa scenografia all'aperto di Plac Konstytucji, una piazza che ora trasuda orgoglio ed è stata conquistata dall'invasore arcobaleno.

Qui, gli organizzatori hanno iniziato l'usuale dibattito, e solo allora mi sono reso conto della grandezza e dell'importanza di ciò che era appena avvenuto. Mi sono reso conto di quanto ciò che per noi è quasi scontato (ovvero la libertà di esprimere i propri diritti, di manifestare e di protestare, al di là delle ovvie difficoltà che la comunità GLBTQ vive anche in Italia) sia per altre persone già di per se stessa una conquista significativa.

In quei luoghi, che in passato sono sempre stati teatro di scontri e violenze cieche, persino l'essere riusciti a manifestare pacificamente è già una enorme conquista di civiltà.

Proprio perché tutta Europa era lì a guardare e sorvegliare lo svolgimento non violento della manifestazione per i diritti civili, il governo Polacco ha pensato bene di evitare di fare becere figure, come in passato. Si stima che fossero presenti, tra agenti in borghese, poliziotti polacchi e truppe dell'esercito in tenuta anti sommossa, qualcosa come 8.000 agenti a sorvegliare la parata.

E tuttavia, i miei timori riguardo la sicurezza del corteo non erano poi così infondati: più che sorvegliare noi, le truppe di polizia erano lì nel disperato tentativo di separare il nostro corteo dalle cariche degli ultra-nazionalisti, che hanno organizzato una contro-manifestazione per chiedere che l'EuroSodomia tornasse da dove era venuta, sbraitando frasi senza senso contro i gay e l'Europa, in un delirio di stupidità, e chiedendo nuovi forni crematori per tutti noi, i non puri...

La lezione del nazismo non ha insegnato nulla a questa gentaglia: quanta strada rimane ancora da percorrere! Eppure, anche questa è Europa...

Il fotoracconto di questa pazza esperienza polacca lo trovate nella mia galleria online!

Wednesday, September 22, 2010

Łódź


Łódź (/wòotsh/) è un grazioso paesino di periferia, anch'esso candidato a città europea della cultura. Se sopravvivete alle due ore di treno da Warszawa, sui treni polacchi... potrete deliziarvi con la visita di questo borgo, immerso in una vita lenta e tranquilla. Arrivare a Łódź è come tornare indietro nel tempo.

La vera attrazione della cittadina è la Manufaktura, una ex-fabbrica riconvertita ora a centro commerciale. Si tratta di un complesso enorme di edifici in mattoncini rossi con un grande parco interno. Davanti all'ingresso principale c'è persino una enorme scritta in lettere cubitali che dicono Manufaktura, proprio come ad Amsterdam davanti al Museo Van Gogh!

A parte qualche parco ed una mostra di arte contemporanea davvero molto interessante, la tranquilla vita di Łódź si articola intorno alla strada centrale del passeggio: Ulica Piotrkowska. Qui incontriamo delle statue davvero divertenti di Julian Tuwim, del compositore Arthur Rubinstein al pianoforte... Troviamo persino la versione polacca della Walk of Fames!

Il fotoracconto di questa pazza esperienza polacca lo trovate nella mia galleria online!

Tuesday, September 21, 2010

Warszawa e l'Eredità della Storia


Warszawa risente molto del suo passato recente, con gli eventi della Seconda Guerra Mondiale; e dappertutto, ad ogni angolo della città, si può trovare un monumento, un'iscrizione, una lapide che ricorda i terribili anni del nazismo. E' ancora ben visibile il quartiere del ghetto ebraico, uno dei più grandi d'Europa al momento della guerra; e come per il muro di Berlino, anche qui si è voluto preservare quel ricordo, mantenendo per l'intera lunghezza del muro l'iscrizione in acciaio sull'asfalto della strada moderna, o preservando i pochi resti che del muro del ghetto ancora sono visibili.

Una visita merita certamente il terribile Powiak, la prigione dei dissidenti politici, dove si possono persino visitare le antiche stanze adibite a celle e camere di tortura... Davanti al cortile del Powiak, immerso nel grigiore dei palazzi della città, sorge anche il famoso Albero della Morte, un tronco sopraffatto dai messaggi di addio e di commemorazione delle vittime che in questi luoghi hanno perso la vita.

Ma i monumenti che davvero ricordano e trasudano la barbarie degli anni del nazismo sono quelli dedicati alle vittime ebree. Sono talmente tanti che solo elencarli tutti richiederebbe troppo tempo. C'è il bellissimo Umschlagplatz, a commemorazione del luogo da cui gli ebrei venivano prelevati dal ghetto e spediti sui treni verso i campi di concentramento, oggi una costruzione in marmo bianco con tanti nomi di ebrei deportati e morti, incisi nella pietra, dalla A alla Z; c'è il vecchio cimitero ebraico, dove si possono ammirare alcune tra i più bei mausolei della città.

C'è il monumento al Ghetto Uprising, una delle tante rivolte della città contro la barbarie nazista; c'è il mastodontico e davvero toccante monumento alla Powstanie Warszawskie, in cui si vedo i partigiani polacchi come materializzarsi dal fondo della terra o uscire dalle rovine della città distrutta, pronti a combattere per la libertà contro l'invasore nazista. Un grande tributo alla patria ed al sano orgoglio nazionalista polacco.

Ma chi visita Warszawa per qualche giorno non può fare a meno di andare a visitare anche un po' di sobborghi della capitale. Ciò che colpisce è come si passi rapidamente dal sofisticato ordine e dalla pulizia e bellezza delle aree centrali, più battute dai turisti; alla trasandatezza ed alla estrema povertà delle aree immediatamente adiacenti.

Se poco poco ci si allontana da Warszawa, andando per esempio verso Lublin, che pure è stata da poco candidata a città europea della cultura, si comincia a notare l'estrema povertà di un popolo che tanto ha subito ma che caparbiamente tenta ora di sorgere. Lublin ha un graziosissimo centro storico ed un Castellino arroccato sulla collina, che rappresenta la grande attrazione del borgo.

Il principale motivo per raggiungere Lublin è l'opportunità di visitare il primo campo di sterminio nazista ad essere stato liberato dalle truppe alleate: Majdanek (/maidànek/). Majdanek fu il primo dove i sovietici videro gli orrori della follia nazista e fu convertito in museo ben prima che gli altri campi in giro per la Polonia venissero individuati e liberati dagli alleati.

A Majdanek si vede come l'uomo possa perdere se stesso completamente. All'ingresso ci accoglie il Monumento alla Lotta ed al Martirio, dove c'è una discesa dolce dolce che ti porta nel sottosuolo e poi una scalinata ripidissima e alta che ti riporta in superficie, a simboleggiare quanto sia facile per l'uomo perdere se stesso e quanto difficile sia invece tornare sulla retta via. A fianco, il monumento è costeggiato di pietruzze, una per ogni città sterminata qui dai nazisti.

Oltre il monumento, si apre il campo vero e proprio: sono ancora perfettamente conservate tutte le baracche dove venivano stipati i prigionieri; si vedono ancora perfettamente i letti a 2, 3, 4 piani su cui dormivano; le stanze per le docce e per i gas... In una delle baracche c'è persino un mastodontico ed inimmaginabile cumulo di scarpe: si tratta delle scarpe, una piccola parte delle scarpe, sottratte ai prigionieri quando entravano nel campo...

In fondo alla sterminata area adibita alle baracche, la costruzione più tenebrosa di tutte: il crematorio. Qui si possono ancora visitare i forni dove i corpi dei morti venivano bruciati... A fianco del crematorio, una collezione di croci, una per paese, indicante quante vittime si stima ci siano state in quella nazione. Poco più in là, il Mausoleo, una costruzione di pietra enorme che somiglia ad un'astronave: un'enorme cupola sormonta un cumulo di ceneri e reca la scritta: Los Nasz Dla Was Przestroga, ovvero Il Nostro Destino Sia per Voi un Monito.

La visita del campo è un'esperienza unica che trasmette emozioni forti ed indimenticabili. Mentre osservavo allibito tutto quell'orrore senza senso, ho incontrato una scolaresca, forse delle scuole medie o del liceo; tanti ragazzi portati lì dai professori per vedere con i loro occhi l'atrocità folle del nazismo.

Uno di questi ragazzi era ebreo e vagava come un'anima sconsolata, in disparte dal gruppo dei compagni, con la Kippah ed una Torah tra le mani. Insieme a lui, uno dei compagni, forse l'amico più vicino, a consolarlo.

Non dimenticherò mai la figura esile di quel ragazzo che non ha smesso un solo istante di piangere.

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Monday, September 20, 2010

Warszawa


Primo viaggio nell'Europa dell'Est, il remoto est che ho colpevolmente tralasciato. Basta con l'Europa centrale e occidentale: ora mi ci vuole proprio un'immersione in culture un po' più lontane e... diverse...

L'arrivo a Warszawa è stato un po' desolante. Non aspettatevi che qualcuno sia in grado di darvi indicazioni in Inglese: neppure alla stazione centrale avrete sorte migliore. Per fortuna, il mio ostello era proprio vicino alla Metro di Politechnika. Un palazzone di vetro e cemento, azzurro e blu, che poche settimane prima, fino alla fine delle lezioni all'Università, era stata la residenza degli studenti! Che figata, senza neppure saperlo, sono finito nelle camere dove fino a poco prima dormivano i giovani aitanti universitari polacchi!!!

Al centro del quartiere moderno della città, circondato da uffici di alta finanza, alberghi lussuosissimi, come il grattacielo del Marriott, e dal meraviglioso edificio della Università Politecnica: un fiore all'occhiello dell'architettura polacca, in meraviglioso stile neoclassico, con ampie scalinate e marmi bianchi e neri... Tra scale, portici e pavimenti a scacchi, sembra quasi di stare dentro uno dei film di Harry Potter!

La cosa che più colpisce della città è il repentino e continuo passaggio da scene di estrema povertà post-bellica, con edifici ancora da ricostruire, ruderi ed automobili mai viste, di anni lontanissimi, tram superaffollati e che sembrano costruiti di cartapesta e alluminio... a grattacieli di cristallo e centri commerciali per quella piccola parte di società che vive nel benessere...

Come il centro commerciale proprio affianco al Pałac Kultury i Nauki (detto anche PKiN), che proprio non può passare inosservato per la sua copertura trasparente che sembra la superifice di un mare agitato... Roba da architetti post-moderni che proprio nulla ha a che fare con il vicino Pałac, una costruzione-obbrobrio, donato dalla Russia alla Polonia e che tutti i Polacchi chiamano ironicamente l'Elefante con la gonnella di pizzo o l'Occhio di Mosca sulla Polonia: un grattacielo di mattoni che si staglia grigio nel cielo della capitale e che ospita anche la Sala Kongresowa, un teatro d'alta classe dove si è esibito persino il Gay Men Chorus di Londra, in occasione dell'EuroPride 2010. L'unica cosa bella del PKiN è la vista della città dall'alto: indimenticabile proprio perché l'unica che non include il PKiN stesso!!!

Per Warszawa ci si sposta tranquillamente in Metro, sempre che abbiate il coraggio di stiparvi in una carrozza di alluminio grigio e rosso che corre a velocità impossibile nel sottosuolo! Le stazioni del Metro non sono particolarmente interessanti o monumentali: si distingue dalle altre solo la Metro di Plac Wilsona, che sembra l'interno di una stazione spaziale alla Star Trek!

Il leit motiv di Warszawa è, a buon ragione, Frederic Chopin: oltre a monumenti e commemorazioni ovunque, non vi risulterà difficile incrociare per le strade della capitale qualche artista di strada che vi delizierà con piccoli brani o veri e propri concerti di pianoforte. Una delle più belle serate a Warszawa l'ho trascorsa proprio nella piazza centrale della città vecchia, con il castello ed il sole calante dell'imbrunire sullo sfondo, ascoltando estasiato le note di un musicista che suonava meravigliosamente Chopin su un vero pianoforte da camera, portato per l'occasione al centro della piazza! Roba fantastica!

E poi gli stradoni contornati da edifici mastodontici del Socialismo Reale (non potrete fare a meno di notare il trafficatissimo incrocio tra Aleja Jana Pawla II e Aleja Solidarności: mezzo secolo di storia in un incrocio...).
E poi i grandiosi parchi, il palazzo di Wilanowska, la Versailles polacca...

Ma senza ombra di dubbio la parte più fascinosa della città è la Stare Miasto, la città vecchia: nonostante il nome, nessun edificio di questa zona ha più di 100 anni, visto che fu completamente rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, e ricostruita fedelmente all'originale in tempi più recenti.

La piazza del Castello di Warszawa è davvero bellissima: a star fermi lì nel centro, a guardare i tetti caratteristici delle abitazioni polacche e l'inconfondibile facciata a mattoni rossi del Castello e le mura di protezione della città antica... si ha davvero l'impressione di stare al centro della storia... Aggiungete magari qualche nota lontana di qualche musicista alle prese con Chopin ed avrete un meraviglioso quadro da cartolina!

Przedmiescie Krakowskie è la principale arteria della Stare Miasto, anche se ormai convertita in vero e proprio museo a cielo aperto e frequentatissima dai turisti, quasi affollata. Soffermatevi ad ascoltare il tipico suono della torre dell'orologio in piazza del Castello e poi perdetevi nei vicoletti della città vecchia, che si diramano dal Rinek Stare Miasta, dominata dall'inconfondibile fontana della sirena, simbolo onnipresente della capitale.

Il centro antico è un pullulare di casette color pastello, di piazzette sterrate (non perdetevi l'originale piazzetta triangolare della campana), popolate di figure inquietanti, come il dragone che domina il Rinek. Ognuna ha la sua leggenda e in questi luoghi il mito si confonde con la realtà.

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Sunday, June 20, 2010

Granada


Beh, con un coinquilino Erasmus a Granada ed il mio grandissimo amico Edu che vive lì, non potevo certo permettermi di andare a Sevilla, senza passare qualche giorno anche a Granada, che si trova ad uno schioppo di dita!

In città tutti ripetono il vecchio motto "No hay en la vida nada como la pena de ser ciego en Granada": e solo dopo che ci sei stato capisci quanto sia vero!

Appena si arriva, passeggiando per il centro, per Calle de los Reyes Católicos, per Avenida de la Costitución, per i mercatini vicino alla Cattedrale, per l'Alcaicería, il vecchio bazaar Mudéjar; e poi ancora, Plaza de l'Ayuntamiento, la Fuentes de las Granadas, la Fuente de las Batallas, la Plaza de Isabel La Catolica... subito si respira un'aria da città frizzante, spiritosa, ricca di studenti.

La città è piccolina ma viva, allegra. Se dovessi usare un aggettivo che più contraddistingue Granada, direi che è briosa. Un particolare molto originale (e gradito!) è il fatto che tutte le strade principali, per riparare i passanti o gli automobilisti dal caldo battente dell'estate, vengono puntellate in alto con dei teloni opachi, che creano una gradevolissima quanto fresca ombra al suolo! Che geni, 'sti Spagnoli!!!

Il vero fiore all'occhiello, però, lo nasconde al di là de quartiere del Albaicín, un contorcimento di vicoletti e stradine che si arroccano sull'altura a ovest di Granada e che un tempo era il quartiere dei mori. E vedi queste stradine in pietra (che camminarci davvero ti distrugge i piedi, accidenti!), attraversate solo da microbus che si arrampicano per le salite e le discese a trapiombo, e dall'alto delle quali, soprattutto dal famosissimo Mirador de San Nicolás, ti si spalanca davanti agli occhi uno spettacolo magico ed unico al mondo: la vista del complesso Mudéjar de l'Alhambra.

Ci vorrebbe una settimana solo per visitarla tutta, l'Alhambra. Si tratta dell'ultima fortificazione Mudéjar di Spagna, l'ultima a dover soccombere sotto la pressione degli "invasori" infedeli. La ricchezza dei suoi interni, la perizia e la qualità quasi maniacale delle sue decorazioni nel marmo, che sono sculture e intagli ma sembrano quasi dipinti!; i giardini tutt'intorno, il poderoso Generalife, il Palacio de Carlo V, il Patio y Salon de las Comares, il Patio de los Leones, la Sala de los Abencerrajes...

Non bastano tutte le parole del mondo per descrivere la ricchezza, la bellezza, l'inequagliabile raffinatezza di questa opera dell'uomo! Se visitate l'Alhambra (particolamente suggestiva è anche la visita notturna del palazzo, da non farsi sfuggire!), di certo non potrà che rimanervi nel cuore per sempre!

Dopo tutto questo girovagare, una bella uscita con gli amici, e con Edu in particolare :))), è d'obbigo! Tra l'altro, Edu non perde mai occasione di presentarmi qualche sua amica figa da accoppiare con il fortunato Marcolino! Eheheheh

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Saturday, June 12, 2010

Sevillista Seré Hasta la Muerte II


A pochi passi dal centro, ci dirigiamo verso il Rio Guadalquivir, incontrando un altro gioiellino che fa l'orgoglio di Sevilla: la Torre de Oro, chiamata così perchè i suoi marmi lisci e bianchi delle pareti brillano come fossero oro al sole! Più avanti l'immancabile Plaza de Toros, che si può anche visitare quando non ci sono i crudeli giochi della Corrida.

La fortuna ha voluto che capitassi in città proprio durante la grande festa del Corpus Christi, quindi ho avuto l'occasione di vedere l'intera popolazione cittadina, o quasi, accalcarsi all'entrata della Plaza de Toros per assistere allo spettacolo ufficiale della festa! E che caratteristici i venditori ambulanti di cuscini pieghevoli... Le gradinate dell'arena non devono essere molto comode!!!

Non bastano quasi 3 giorni per visitare tutta Sevilla, soprattutto considerando il caldo torrido di questo periodo, che quasi ti inibisce i movimenti! C'è l'enorme Parque de María Luisa, che ospita lo spettacolare Museo de las Artes y Costumbres Populares, che si riflette perfettamente nell'acqua limpida del laghetto antistante, con le sue torri e la sua facciata in stile magistralmente Mudéjar; c'è il grazioso e coloratissimo Costurero de la Reina; ci sono i maginifici ponti visionari de la Barqueta e de Amarillo, capolavori di architettura contemporanea; c'è il monumento alla tolleranza (penso si tratti dell'unica città al mondo ad aver dedicato un momento alla tolleranza! magica Sevilla!!!)...

Non basta una vita per visitare tutto! Ma sicuramente, le attrazioni che più mi hanno affascinato in questo viaggio sono state due: Plaza de España, una costruzione spaventosamente grande, semicircolare, di mattoncini rossi, che accoglie le ceramiche decorative delle varie province spagnole. Un edificio di proporzioni enormi e di una raffinatezza davvero mozzafiato. Per non parlare poi dell'orgoglio spagnolo che sprizza da ogni suo poro! Che popolo!!!

Il secondo fulcro di attrazione che davvero è unico al mondo è la Real Alcázar de Sevilla: un edificio di arte Mudéjar che dire fascinoso è dir poco. Vi conquisterà con la magnificenza e la ricchezza delle sue decorazioni e con il suo giardino, che richiamano vagamente le meraviglie che vedremo alla Alhambra di Granada. Ma questa è un'altra storia: la nostra visita a Sevilla si ferma qui!

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Thursday, June 10, 2010

Sevillista Seré Hasta la Muerte I


I miei viaggi per l'Europa continuano a ritmo sostenuto! La meta preferita, non c'è da dubitarne, è certamente la Spagna, per il suo clima da favola e soprattutto per la gente. Non esiste popolo che sappia vivere meglio la vita, a questo mondo, degli Spagnoli e dei Latini in generale.

La destinazione di oggi è Sevilla, la città più torrida di tutta la penisola iberica. Ed infatti, appena sbarcato dall'aereo, subito mi accorgo di quest'aria pesante che ti avvolge la faccia come fosse un panno bollente: 38 gradi all'ombra, roba da matti!

Credevo di essere l'unico turista in giro per la cittadina, nel pomeriggio. Mentre tutti gli spagnoli si guardavano bene dall'uscire all'aperto durante le santissime ore della siesta, io andavo in giro a guardare e a respirare l'aria meravigliosa di questa città ricca di storia.

La cosa curiosa che colpisce subito è la Metro di Sevilla: hanno impiegato decine d'anni per costruire una linea della Metro, che ancora oggi è l'unica della rete metropolitana, che in totale correrà per il centro per neppure 1 Km... Mah...

L'albergo che ho scelto è favoloso! L'atrio è un enorme portico, tutto decorato con archi che ricordano la vicina Alhambra di Granada, prossima nostra tappa in Andalucia. Attraverso il portico, arrivo alla reception e già noto una bella sorpresa: il receptionist è un ragazzone nero, altissimo, tonico, robusto... Hmmm, cominciamo proprio bene! Se non altro, l'accoglienza è fantastica!

Tuttavia, la doccia fredda arriva di lì a poco, perchè mi spiega che l'albergo ha un piccolo problema con la rete elettrica e che quindi tutti gli ospiti sono stati spostati in un albergo vicino, della stessa catena. Porco Giuda! Lo sapevo che era troppo bello per essere vero!!!

Anche il secondo albergo, però, non ha nulla da invidiare al primo (a parte il receptionist, ovviamente): sembra quasi di fascia superiore! Che lusso e che raffinatezza!!! E pensare che ho speso una sciocchezza per la camera singola!

Sevilla è una città fantastica, con tanto di vita gay attivissima a due passi dal cuore della città, la Alameda de Hercules, un enorme parco recentemente modernizzato, che ospita un proliferare di bar e ristorantini di tapas e paella.

Si può pensare a Sevilla come divisa in due parti: l'ipermodernismo dei quartieri costruiti al di là del Rio Guadalquivir, da un lato, per lo più realizzati per ospitare i padiglioni della Esibizione Ibero-Americana (e ora rimasti come fantasmi, in buona parte deserti ed inutilizzati, come nelle migliori storie di speculazione edilizia all'italiana); e la città vecchia, el barrio viejo, fatto di casette dai vivissimi colori pastello, soprattutto un giallo canarino che contraddistingue inequivocabilmente Sevilla.

I padiglioni della Esibizione Ibero-Americana sono costruiti, tra l'altro, intorno da un enorme palla di cemento e vetro che i Sevillani chiamano la Bola de la Expo: ironia della sorte, non sarà che è stata chiamata così per richiamare l'attenzione sulla bolla, sì, ma immobiliare e cementizia portata dalla Expo???

La città vecchia è un proliferare di chiese, luoghi di preghiera, cappelle e cattedrali, a testimonianza del profondo sentimento religioso che lega i Sevillani al Cattolicesimo.

Passeggiare per il centro, in Avenida de la Constitución fino a Plaza Nueva e poi oltre, verso la strada dello shopping, verso Calle Méndez Núñez, a guardare la Catedral, l'Archivo General de Indias, l'Ayuntamiento... è un piacere del cuore e degli occhi!

Scopriamo poi il tesoro di Sevilla, uno dei tanti, per meglio dire: la torre Giralda, che vigila orgogliosa sulla Cattedrale e tutta la città. Più a Nord, troviamo la famosa e così terribilmente pittoresca e fotogenica chiesetta de la Macarena, con la sua facciata giallo acceso a righe bianche, che quasi sembra luccicare nel sole torrido del vespro.

A Sevilla il sole non tramonta mai! C'è luce dalle 5 del mattino alle 11 di sera: ora si capisce come possono gli Spagnoli cenare così tardi!!!

La cattedrale merita certamente una visita, non foss'altro che per lo sfarzo dei suoi interni (in particolare per quanto riguarda la cappella reale, davvero da togliere il fiato!) e, nientemeno, la tombra di Cristóbal Colón, che, strano ma vero, riposa proprio qui, a Sevilla, ben sorvegliato da 4 statue altissime di bonzo che reggono sulle loro spalle il suo feretro!

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Sunday, May 2, 2010

Amsterdam!


Il nostro viaggio in giro per l'Europa continua con una meta ambita e sognata da tempo: Amsterdam, altrimenti detta la Venezia del Nord. Non sono molte le rotte previste dall'aeroporto di Pisa verso il Nord Europa (ed anche per questo il volo non è che sia stato propriamente low-cost...), ma Amsterdam val bene la pena!

Il viaggio è stato praticamente una scommessa, nel senso che fino a pochi minuti prima della partenza, non c'era certezza di poter partire, per via di quel maledetto vulcano Islandese, dal nome impronunciabile (dovrebbe essere Eyjafjallajökull [eja-fiàtla-yokùtl] o qualcosa del genere), che ha sparso il terrore in tutta Europa per un'intera settimana, esattamente fino alla mia partenza! Che culo!!!

E proprio il Nord Europa è stato il più colpito dalle sue pestilenziali polveri! Per fortuna, però, il mio volo non è stato cancellato e, sebbene con circa un'ora di ritardo ed una grande turbolenza a metà strada!, sono riuscito ad arrivare sano e salvo ad Amsterdam Schiphol ([Skìpol]).

Una cosa da ricordarsi assolutamente quando si vola ad Amsterdam è portarsi un bel pacco di spiccioli, per pagare il biglietto del treno fino ad Amsterdam Centraal, perchè né la biglietteria, né le macchinette automatiche né tantomeno i negozianti che esercitano all'interno dell'Hub hanno la benchè minima voglia di cambiare banconote all'ennesimo turista sprovveduto... E ne ho fatto personalmente le spese...

Appena arrivato in città, dopo aver sistemato le mie cosette nell'ostello, scelto per l'occassione nel bel mezzo del centro storico, sulla Warmoesstraat, da cui si dipana il famoso Red Light District, sono rimasto immediatamente stupito e sorpreso dalla tranquillità (apparente) della cittadina...

Tutti quei canali, i ponticelli, le case strette strette ed altissime che si affacciano sugli argini, gli infiniti baretti con i tavolini in bilico sui ponti... Tutto dà un senso di grande tranquillità e serenità, quasi fosse davvero la nuova Serenissima del Nord Europa. Chi potrebbe mai immaginare che, al calare delle tenebre, a pochi passi da Dam Square, si apre il quartiere del peccato e della perdizione, dove anche le passioni più torbide si possono consumare sotto gli occhi di tutti...

In effetti, tutta la vita notturna è concentrata proprio nella Warmoesstraat, con queste orde maschi arrapati che vagano da una casa a luci rosse ad un cinema porno ad un koffieshop; e l'odore acre dei funghi allucinogeni e delle canne si estende per tutti i vicoli... tanto che, se anche non fumi, rimani allucinato ugualmente!!! Poi, con una mandria di spagnoli che dividevano con me la camerata dell'ostello... beh, c'è poco da lamentarsi dell'odore delle droghe...

La città si visita tranquillamente in un paio di giorni: il centro medievale, la magnifica stazione di Amsterdam Centraal, l'immancabile Warmoesstraat, che farà da teatro per molte delle vostre notti brave, Dam Square, il Palazzo Reale; e poi quei fantastici canali che solcano la città da ovest ad est, disegnandola quasi come una immaginaria ruota di bicicletta, di cui le strade rappresentano i raggi, che si allontanano dal centro verso i quartieri periferici!

E poi le biciclette, quelle vere e non immaginarie!, che se non stai davvero attento a guardare sempre dappertutto, ti investono senza troppa cura, sfrecciando a 100 km/h sulle onnipresenti piste ciclabili, colorate di asfalto rosso (forse perchè così il sangue dei pedoni non si nota...)

Non potete poi farvi mancare una visita, per quanto fugace, alle principali attrazioni della città, dalla meravigiosa ed ipertecnologica Openbare Bibliotheek, con le connessioni gratuite a banda larga ed i meravigliosi iMac a disposizione del pubblico; oppure le architetture improbabili di Nemo, Acam e, se siete più intraprendenti e avete un po' di tempo da perdere in metropolitana, dell'ING Huis, il famoso edificio di acciaio e vetro a forma di... scarpa... sede della famosa banca di investimenti ING!

I più intellettualoidi si troveranno a loro agio frequentando invece gli ambienti universitari di piazza Spui o la Stopera, il grande teatro cittadino. Se al contrario vogliamo immergerci nel tessuto sociale del danese medio, non dobbiamo farci mancare una visita al bellissimo mercato di Waterlooplein, dove tutti saranno felicissimi di illustrarvi le meraviglie degli ultimi bulbi di papavero olandese... Oppure al famoso Mercato della Regina, l'Albert Cuypstraat, dove le bancarelle del pesce fresco sono un vero capolavoro, tanto quanto una tela di Van Gogh!

Ma la vera grande attrazione di Amsterdam sono i suoi fantastici musei: il mastodontico Rijksmuseum, il famosissimo ed invidiatissimo Van Gogh Museum ed, ovviamente, ultimo ma non meno importante, il museo all'interno della Anna Frank Huis, l'abitazione che ha ospitato la scrittrice bambina del preclaro Diario.

Dopo un piccolo pellegrinaggio all'Homomonument sulle rive di uno dei canali più esterni, possiamo finamente dedicarci alla immersione nella nightlife gay della città, a stretto contatto con i magnifici Danesi, alti belli biondi e glabri, che anche a 40 anni sembrano bambini in erba! Tra le dark-rooms di Warmoesstraat ed i disco pub di Regulierwarsstraat, ce n'è davvero per tutti i gusti! E con i canali illuminati dalle luci della notte, Amsterdam regala panorami che sono vere e proprie cartoline mozzafiato!

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Saturday, March 6, 2010

Valencia, España Otra Vez II



Praticamente ancora in coma etilico, la mattina dopo riprendiamo il nostro giretto turistico per la città, questa volta con meta il quartiere commerciale: Estación del Nord, Plaza de Toros, Lonja de Seda e Mercado de Colón... Niente di più bello, per immergersi nella cultura e nelle tradizioni di un popolo, che andare nel weekend al mercato cittadino e provare i sapori e gli odori del posto.

La cosa che più colpisce, girovagando per il centro storico di Valencia è senza dubbio il contrasto, costante ed onnipresente, tra le costruzioni nuove o supermoderne ed edifici fatiscenti o in demolizione. Spesso, anche a due passi da grandi attrazioni turistiche, si nascondono scorci di edifici sventrati e pericolanti, dalle precarie condizioni di sicurezza...

Cosa non potevamo mancare di provare, a Valencia? Siamo nella culla della Paella, la vera Paella Valenciana! Non possiamo perdere l'occasione di entrare in una anonima bettola del centro storico, un luogo lontano dai giri turistici, ed ordinare un sano piatto di paella con pollo e coniglio (visto che, sembra, la ricetta originale alla valenciana sia di carne e non di pesce, come spesso si è indotti a pensare...). Come sempre in Spagna, la paella è un'esperienza di grande goduria sensoriale: Valencia non poteva smentirsi!

Nel pomeriggio, una rapida visita alla caratteristica Plaza Redonda, una piazza perfettamente circolare, con negozietti e bottegucce tradizionali, venditori di frutta e verdura fresche, piccoli spacci, sartorie e calzolai.

Una volta rifocillatici di paella, ci attende il grande parco del Turia, dove, tra un aranceto e l'altro, ormai tutti già in fiore, con i prati verdi completamente ricoperti di frutti maturi caduti dai rami, arriviamo al magnifico Palau de la Musica, circondato da palme e fontane che si attivano a ritmo di musica.

Poco più in là, Valencia ci riserva la sorpresa di un originalissimo parco divertimenti per bambini... ma in fondo anche per noi adulti: il Parque de Gulliver. Si tratta di una enorme ricostruzione del gigante Gulliver, sdraiato per terra con tanto di lacci, corde e picchetti per tenerlo fermo, ma dove tutto, dai capelli, alle dita delle mani, alle gambe e perfino le scarpe, sono scivoli, labirinti, percorsi ed intrattenimenti per i bambini!

Il pomeriggio lo dedichiamo interamente allo sconfinato (quanto costoso) Museo Oceanografico, dove, all'interno di un fantastico edificio curvilineo, che dovrebbe rievocare il profilo delle onde dell'oceano, sono ospitati e ricreati in minuzia gli habitat faunistici di tutti i mari e gli oceani del mondo. La visita completa richiede davvero quasi un giorno intero!

Particolarmente interessanti sono i graziosissimi pinguini, le foche, i fascinosi cavallucci marini, le odiose meduse... L'oceanografico è anche il primo ed unico acquario in Europa ad aver ricreato le ambientazioni dei Poli e ad ospitare due meravigliosi esemplari di belughe.

E' un piacere vagabondare tra gli acquari dell'Oceanografico, tra i suoi laghetti artificiali, gli edifici futuristici, i passaggi sotterranei e gli animali, anche giganteschi, al di là dei vetri spessi delle vasche. Ci sono persino degli spaventosi esemplari di squali!

Esausti per tutta questa scienza, facciamo un veloce spuntino e ci dirigiamo giusto in tempo verso il Delfinario, dove sta per cominciare il bellissimo spettacolo con gli istruttori e i delfini. Un intrattenimento di poco più di mezz'ora, tra giochi, acrobazie ed esibizioni di questi intelligentissimi animali marini, grandi amici dell'uomo!

Pronti per l'ultima sera a Valencia, ceniamo in uno squisito bar di tapas, all'ombra della cattedrale, dove ci vengono servite queste bruschettine stracolme di riso, carne, verdure, gamberetti, tonno... Le tapas stanno alla Spagna un po' come il sushi sta al giappone: si tratta spesso di vere e proprie opere d'arte culinaria in miniatura!

La notte ci perdiamo nel fumo del Deseo54, una disco gay esclusiva quanto affollata. L'indomani, il ritorno in Italia sarà un po' più difficile...

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Valencia, España Otra Vez I



Ritorna a grande richiesta un bel weekend di break dalla solita routine del lavoro. Anche questa volta, si torna nel Paese nostro fratello gemello, la Spagna: destinazione, Valencia. Ho la fortuna di poter andare a trovare un vecchio amico che ora vive lì, con un bel volo low-cost della Ryanair.

Le partenze per Valencia sono particolarmente vantaggiose, visto che ci si imbarca alle 19.20, praticamente con tutta comodità dopo il lavoro; e si atterra in tarda serata, pronti per una notte di folies scandal giallo-rosse :-)

Davanti a me, nella fila per l'imbarco, c'è un bel manzo di 1.90, castano, palestratello quanto basta... Parla poco, con un italiano un po' stentato, ma si capisce subito che è spagnolo... cominciamo proprio bene!

Più avanti nella fila, un vecchiaccio cafone, apparentemente napoletano, che con 200 valigie a seguito, si lamenta di aver dovuto pagare una sovrattassa per eccesso di bagaglio e minaccia di denunciare la Ryanair... Proprio vero che noi Italiani siamo unici al mondo, per fortuna!

Allo sbarco a Valencia, già si respira un'aria tutta diversa, sarà l'impressione, ma la temperatura è quasi estiva, il cielo limpido, la gente tranquilla e rilassata, le strade costeggiate di enormi alberi di palma e il parco, che corre lungo tutto il vecchio letto del fiume Turia, ricoperto ora di aranceti a perdita d'occhio... Benvenuti in Spagna!

Scendo con la metro alla stazione di Alameda e trovo già lì, ad aspettarmi, la prima meraviglia architettonica della città: il ponte di Calatrava, con il suo arco ed i suoi tensori a tagliare l'orizzonte con stupendi effetti di luce.

Sarà che il mio amico abita a pochi passi dal porto, ma seguendo la grande via di scorrimento dell'Avinguda del Port, sembra di essere in una città di villeggiatura estiva... quasi quasi avrei fatto meglio a portare il costume da bagno!

Prima di farsi trascinare dalla frenetica vita notturna di Valencia, facciamo subito un salto ad una delle attrazioni da non perdere: la Ciudad de las Ciencias, un complesso architettonico visionario, a contorno di uno specchio d'acqua artificiale, color smeraldo. L'edificio futurista del teatro cittadino, il Museo de las Ciencias e l'Hemisferic si stagliano orgogliosi in questo isolotto ricavato dal letto del vecchio fiume Turia. Di notte, le luci lo rendono ancora più mirabile.

A questo punto, puntiamo al centro, in particolare al Barrio del Carme, cuore vitale della notte valenciana. Prendiamo un taxi, visto che la metro è già terminata (cosa abbastanza insolita per un posto così e considerato che siamo anche al weekend... bah...). Fortuna che i taxi costano quasi quanto in un paese in via di sviluppo! Praticamente viaggiamo gratis!!!

Ci facciamo lasciare alle Torres de Serranos, uno dei vecchi accessi alle mura interne della città e ci dirigiamo a piedi verso la Catedral del Santo Cáliz, dove nientemeno si narra che sia conservato (una copia del) Santo Gral... Follie per turisti...

Dalla Cattedrale si diramano varie stradine affollatissime di Italiani (dalle 21 a mezzanotte) e di Spagnoli (dall'1 alla mattina successiva, visto che, si sa, in Spagna è come se ci fosse il fuso orario...). Calle de Caballeros è una di queste, che ti porta direttamente ai principali locali notturni. Dalla parte opposta, invece, si aprono le vetrine del Café de la Seu e del Café de las Horas, due mete imperdibili per vivere la Valencia gay, prima che comincino le serate in disco.

La prima notte ci lasciamo travolgere semplicemente dalla folla e, seguendo una Drag Queen vestita da albero di natale con tante palline colorate sulla campana della gonna, ci facciamo consigliare una buona disco per completare in bellezza la nostra giornata. Proprio di fronte a noi, la Disco Venial comincia a popolarsi di bei manzetti.

La cosa triste di Valencia, unico neo di questa città meravigliosa, è che, come spesso anche in altri posti della Spagna, non sono in grado di fare un buon Negroni, neppure seguendo le istruzioni... Pazienza, si andrà avanti a suon di Cuba-Libre, poco male... :-)

Cocktails a parte, il mio amico (ufficialmente etero) deve essersi già ambientato molto bene in questo locale, oppure dev'essere il gaydar di noi omosessuali che colpisce ancora: in un modo o nell'altro, appena gli avventori della disco annusano la presenza di un maschio etero, le antenne si drizzano e tutte le attenzioni sono puntate su di lui e non lo mollano più... Un incipit un po' traumatico, per la sua prima serata gay!!!

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Tuesday, December 8, 2009

Ich Bin Ein Berliner - East Side



Dicono che la zona della ex Berlino Est sia la più rappresentativa di una città che tenta di risorgere dalla cenere e di fare i conti con un passato ingombrante che l'ha vista martoriata per decenni. Qui si concentra buona parte del fermento artistico e culturale della moderna Berlino.

Si comincia senza dubbio dalla Rosenhöfe‎, un gruppo di isolati collegati da verdi piazzole, ciascuno con un tema architettonico a se stante: si va dal roseto interrato ai balconcini stile liberty. Una vera chicca per i fotografi!

Abbiamo poi il cimitero Ebraico più antico della città, l'Alter Jüdischer Friedhof, la fantastica Neue Synagoge ed una sorpresa davvero incredibile. Alla fine dell'immensa Oranienburger Straße sorge un edificio che, da fuori, sembra poco più che un rottame post-bellico, in completo stato di abbandono. Un esame più attento rivela, invece, un insolito contenitore di fermento artistico, chiamato Kunsthaus Tacheles: se ti fai largo tra i calcinacci e parti di pilastri pericolanti (e, in certi punti, persino tra la spazzatura!), scorgi un cortile interno con officine di saldatura dove si producono gigantesche sculture di acciaio e ferro, nonchè l'entrata di una palazzina di 5 piani, dove tutte le pareti sono interamente coperte da graffiti e, sembra quasi, opere di arte contemporanea.

L'edifico ospita anche vere e proprie mostre ed esposizioni d'arte... sa quasi di spazio autogestito da una qualche forma di centro sociale. Uno spazio che da solo vale la visita di Berlino!

A questo punto, facciamo rotta verso la grandiosa Karl-Marx-Alle, il cuore della città rossa, simbolo del progetto architettonico del Socialismo Reale: un vialone a quattro corsie, disseminato tra l'altro di punti di ritrovo e svago gay, dal mastodontico multisala del Kino International, al Mockba... Poco distante da qui sorge anche il super affollato Babylon e l'originalissimo White Trash Fast Food... ma non presentatevi prima dell'una di notte: i berlinesi sembrano avere gli stessi costumi notturni degli spagnoli, quasi...

Per avere un altro magistrale esempio di architettura tipica della ex Berlino Est, basta fare un salto al Kulturbraurei, un complesso di edifici industriali dismessi, con tanto di ciminiere e camini di sfogo ormai in disuso, che ospita un mercato, attività culturali, associazioni ed artisti, che gli danno ora una nuova destinazione d'uso e ne reinventano il significato.

Se potete, non perdetevi un tipico Currywurst da Konnopke's Imbiß: mezzo nascosto sotto le arcate della stazione della U-Bahn di Eberswalder Straße, dicono sia di gran lunga il migliore di tutta Berlino! E per quello che ho potuto sperimentare in tre giorni, è proprio vero!!! :-)

Così rifocillatici velocemente, facciamo un'ultima tappa in Kastanienallee, all'estremo nord-est di Berlino, in una graziosa libreria GLBTQ, Schwarze Risse, con annesso un altro dei tanti edifici un po' cadenti ed autogestiti da centri sociali che però, in questo specifico caso, è una comunità molto molto particolare: si tratta di un gruppo di gay punk!!! Fuori di testa...

Il resto del pomeriggio è interamente dedicato alla visita della Museumsinsel, considerata, tra l'altro, Patrimonio dell'Umanità Unesco: è la zona che raccoglie un'imbarazzante quantità di musei, tra cui l'imperdibile Pergamonmuseum, dove è stato ricostruito, piastrella dopo piastrella, in un lavoro certosino da perderci la testa, il mastodontico Ishtar Gate, nonché l'altrettanto impressionante Altare di Pergamo, che dà il nome al museo.

Se vi resta un po' di tempo per vagabondare anche nel sottosuolo di Berlino, proprio per non farvi scappare neppure un centimetro di questa città magica, vi consiglio di fare tappa in alcune tra le più belle stazioni della U-Bahn: non sarà certo come la curatissima e favolosa underground di Stockholm, ma si difende bene.

Tra le stazioni degne di nota, vi segnalo: Brandeburg Tor, ancora una volta con mega installazioni sulla storia del Berliner Mauer; Klosterstraße, con le sue divertenti riproduzioni dei mezzi di trasporto pubblici, dal XIX secolo ad oggi; Schillingstraße e Platz der Luftbrücke, con le rappresentazioni della vita quotidiana di Berlino in stile fumetto; l'immancabile Alexanderplatz, con i suoi arredamenti spogli, da fabbrica della DDR; Spittelmarkt, dove potete divertirvi a riconoscere i luoghi della Berlino di oggi nelle foto d'epoca del secolo scorso; Märkisches Museum, con le rappresentazioni stilizzate, dadaiste o cubiste della pianta topologica di Berlino; Zoologischer Garten, dove potete immaginare il tema delle installazioni; ed infine, la mastodontica Ostbahnhof.

Fino a poco tempo fa, era la principale stazione di interscambio della città: disposta su quattro livelli, fa da connettore per Bus, S-Bahn, U-Bahn e ferrovie. Piccola curiosità: proprio all'interno della Ostbahnhof è ospitata una mostra permanente di... orsi! Il simbolo della città riprodotto in decine e decine di copie, identiche nella forma tipica, ma decorate secondo il gusto delle varie Nazioni che hanno partecipato al divertente progetto!

Prima di fare ritorno nella triste Italia, visto che siamo nei pressi della Ostbahnhof, c'è ancora tempo e non può mancare un'ultima tappa di pellegrinaggio alla East Side Gallery: il frammento più lungo del Berliner Mauer ancora rimasto in vita, decorato da ormai famosissime produzioni artistiche, dal Test The Rest al Bacio della Morte. E con questo si conclude la nostra avventura.

Se volete assaporare le emozioni di questo viaggetto a Berlino, visitate la mia galleria online!

Ich Bin Ein Berliner - West Side II



La giornata non può che cominciare con un cult di Berlino, altro luogo di pellegrinaggi di gente da tutt'Europa: l'Holocaust-Mahnmal, 2700 pilastri di cemento, di varie dimensioni, disposti su un'area immensa di terreno irregolare, che si alzano fino a togliere il respiro al visitatore, trasmettendo (seppure in minimissima parte) un senso di oppressione sconfortante, che in qualche modo dovrebbe ricordare quella dei tanti Ebrei vissuti e caduti sotto la follia Nazista.

Da qui, si prosegue naturalmente verso la centralissima quanto affollata Friedrichstraße (che ospita, tra l'altro, un apprezzato locale gay... :)) e le installazioni futuriste dei centri commerciali Quartier 205 e Quartier 206.

Tra un megastore e l'altro, ci concediamo una breve deviazione verso Bebelplatz e il suo famoso monumento in memoria dell'insana idea Nazista del Rogo dei Libri, compiuto proprio in questo punto, situato al centro della piazza e consistente in un'originale superficie di vetro, dentro la quale si può guardare di sotto, scorgendo una grande sala quadrata,le cui pareti sono interamente coperte di scaffali di libreria... desolatamente vuoti... Di sicuro impatto!

Continuiamo verso sud e arriviamo prima alla graziosissima Gendarmenplatz, che ospita, oltre alla prestigiosissima Berliner Konzerthaus, anche un affollatissimo quanto chiassoso mercatino di Natale; e, successivamente, ad un'altra destinazione immancabile nel bagaglio del turista a Berlino: il mitico Checkpoint Charlie, uno dei pochi passaggi dal settore Est verso l'Ovest.

Qui i riferimenti storici sono enormi, un marea di eventi più o meno famosi sono avvenuti proprio su questa lingua di terra, come le crisi di nervi tra USA e URSS a suon di scontri "freddi" tra Panzer, immobili ma schierati sui rispettivi limiti di confine; oppure l'episodio di quel pazzo che si è sdraiato proprio sulla riga di confine, metà corpo a Est, metà ad Ovest, per protestare contro la follia del Berliner Mauer... e le guardie di checkpoint che sono rimaste per ore a discutere di chi fosse la giurisdizione per portarlo via! Assurdità di un passato che sembra lontano, ma stava accadendo proprio mentre noi crescevamo!

Confesso di non aver resistito alla tentazione di farmi timbrare il passaporto con tutti i timbri dei vari checkpoint berlinesi dell'epoca, dal settore inglese, americano, francese, fino al mitico timbro della DDR!!! Ora ho il passaporto pieno di timbri di stati che non esistono più! Eheheheh...

Le ultime due attrattive di questa zona della città hanno a che fare, come quasi tutto a Berlino, del resto, con il Nazismo, la II Guerra Mondiale ed il periodo successivo della Guerra Fredda. In primo luogo, si tratta dell'illuminante quanto angosciante Jüdisches Museum, che vale davvero la pena visitare, non foss'altro che per alcuni documenti di straordinaria importanza conservati al suo interno, nonché per il cosiddetto Voided Void, ossia l'Holocaust Tower di Daniel Liebeskind: un'angosciosa esperienza neutralizzante. Provare per credere.

Al Jüdisches Museum fa quasi da eco un altro fulcro di interesse, magari per un gruppo un po' più sparuto di persone: è lo Schwules Museum, il museo dedicato alle vittime GLBTQ del Nazismo.

Il secondo elemento da non perdere, invece, proprio al limite sud della città, e legato questa volta non tanto alla onnipresente memoria sui campi di concentramento, quanto al periodo della Guerra Fredda: è il monumento dedicato al famoso Ponte Aereo Umanitario ed agli eroi che l'hanno reso possibile, tra il 1948 ed il 1949. Si tratta di un grandioso pilastro di cemento armato ricurvo, come a tracciare la rotta di un aereo da un punto all'altro di Berlino.

Sempre per continuare sul filone della nostalgia storica, ci spostiamo ora alla Berliner Dom, al DDR Museum, al Rotes Rathaus ed alla meravigliosa composizione delle statue di Lenin e Stalin in mezzo al parco! Come resistere alla tentazione della classica foto in scala di altezze... Eheheheh...

Con Alexanderplatz ed il suo orologio internazionale, il Weltzeituhr, che segna tutte le ore delle principali città del mondo, finisce il nostro giro nella zona di Berlino Ovest. Per un ultimo approfondimento sulla storia del Berliner Mauer, nel caso tutto questo non vi fosse ancora bastato, non disperate: tutta la piazza nei pressi della stazione della U-Bahn di Alexanderplatz ospita una sapiente quanto immensa mostra sulle tappe più importanti della sua vita, dalla creazione alla caduta!

Se poi, dopo tutto questo ripasso di storia, siete esausti e non sapete più cosa fare, potrete sempre dedicarvi ad un po' di sano svago, in uno dei più affascinanti locali gay della città, in cima ad uno dei grattacieli che cingono la vasta Alexanderplatz: il Week End!!! Con i suoi 2 piani di morbidezza, si può godere, tra un cocktail e l'altro, di un panorama che non ha proprio nulla da invidiare neppure a quello della Fernsehturm, la onnipresente torre della TV di Stato!

Se volete assaporare le emozioni di questo viaggetto a Berlino, visitate la mia galleria online!