Citatio diei
Ecco un pensiero profondissimo di un grande bastardo, uno scrittore controverso, dalla vita sregolata e sconquassata... l'Esteta per definizione: Oscar Wilde.

Quanto sono fortunati gli attori!
Sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia, o nella commedia,
se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime;
non così nella vita vissuta.

La maggior parte degli uomini e delle donne sono costretti a recitare parti,
per le quali non hanno alcuna inclinazione.
Il mondo è un palcoscenico, ma le parti vi sono male distribuite.

L'uomo è tanto meno se stesso quanto più parla in persona propria;
dategli un maschera e vi dirà la verità.

Oscar Wilde - Aforismi

Friend Test
Ricordo, a chi ancora non lo avesse fatto (bastardi!!!), che e' di vitale importanza per la vostra sopravvivenza fisica, psichica e morale, compilare il mio magnificissimo
FrocioNotizie
Monday, May 4, 2009

Schlöss Belvedere, St. Marxer Friedhof und Pratern - Why Not?



Il pomeriggio del Primo Maggio è stato quasi interamente dedicato allo Schlöss Belvedere ([shlòss belvedère]). Ho avuto la pessima idea di arrivare allo Schöss a piedi, anzicchè sfruttare il mio bellissimo abbonamento da 72 ore della U'Bahn, che peraltro è valido su tutti i mezzi di trasporto della Bahn, sia underground che di superficie.

Avevo i piedini a pezzi!!! Però in compenso mi sono potuto godere le meraviglie della fontana Hochstrahlbrunnen ([hochstà:brunne]), altra parola assolutamente impronunciabile ed incrivibile! Questa monumentale scaricata d'acqua pare sia stata costruita per festeggiare l'inaugurazione delle prime tubature d'acqua della città!

Poco distante da qui, sorge il Belvedere, anzi, i Belvedere, visto che in realtà i palazzi Belvedere sono due, uno di fronte all'altro, separati da giardini e decorazioni floreali di bellezza straordinaria. Dall'Oberes Belvedere, il palazzo superiore, in cima alla collinetta, si può godere una vista molto rilassante di Vienna. Godetevi soprattutto gli austriaci in calzoncini che fanno jogging per il parco... Uno spettacolo davvero senza prezzo!

Il Belvedere ospita anche una superba mostra di Gustav Klimt! Assolutamente da non perdere! Vale la pena, dopo tutto questo cammino, fermarsi al baretto del Grand Hotel Belvedere, per assaporare l'ennesima Sachertorte della giornata, giusto per darsi le energie necessarie ad arrivare alla fine del viaggio!

Proprio di fronte all'ingresso del Belvedere c'è la comodissima fermata della S'Bahn, che ti porta dritto alla Wien Südbahnhof ([vièn siudbo:nhò:f]), la stazione di Vienna sud, snodo di treni, Metro e tram. A Südbahnhof si può cambiare tram e prendere la comoda linea 18 verso il St. Marxer Friedhof ([sànt màrser frìedhò:f]).

Si tratta di un piccolo e poeticissimo cimitero dove si può amirare, tra le altre lapidi, immerse in un verde ed una pace senza eguali, il famoso Mozartgrab ([mòzartgrà:b]), la tomba votiva di Mozart, che in realtà, però, è sepolto in un punto del St. Marxer Friedhof che neppure la moglie ricordava più. Per sua volontà, allora, è stata edificato qui un piccolo monumento celebrativo e commemorativo, molto toccante.

Altre attrazioni da non perdere a Vienna sono senza dubbio la Hundertwasser Haus ([hùnterwàsse hu:s]), la Kunst Haus ([kùnst hù:s]), due originali creazioni della mente folle di Hundertwasser, che rompono la monotonìa dei sobborghi della città, con il loro disordine, le loro facciate a colori sgarcianti, l'assenza totale di linee rette. Attenzione ai cinesi: si riproducono in massa anche qui!

La sera ormai cala sulla capitale austriaca e le mie gambe mi fanno un male assurdo, ormai non sono più abituato a camminare tanto! Per girare comodamente per Vienna sarebbe opportuno usare uno dei punti di noleggio bici del comune: visto che la Metro non arriva sempre dappertutto, la bici può essere un valido aiuto.

Prima del tramonto, faccio un salto al Prater ([pràter]), un altro polmone verde nel mezzo della metropoli, dove si possono ammirare i resti di alcune delle torri della contraerea nazista ancora rimaste in piedi, le cosiddette Flaktürme ([flàkturm]). Davvero inquietanti al solo guardarle...

Il Prater in sostanza è un enorme parco divertimenti, con giostre, stand di zucchero filato e frittelle, bambini che urlano dappertutto... L'attrazione principale è la famosa Riesenrad ([riesenrà:d]), la ruota panoramica gigante (su cui ovviamente mi sono guardato bene dal mettere piede...). La notte, le luci della Riesenrad creano uno spettacolo molto suggestivo al centro del parco.

Proprio all'ingresso del Prater è stato montato un enorme palco, dove continuano ad esibirsi vari artisti per il concerto del Tag der Arbeit austriaco. E, naturalmente, è il posto ideale per avvicinare qualche bel esemplare di maschio-ariano-biondo-bianchissimo-bevitore-di-birra stravaccato sul prato...

Ma la nostra serata è ancora lunga! Innanzitutto, cena. Non si è stati davvero a Vienna se non si è messo piede almeno una volta in una di quelle tipiche bettole austriache popolate da bevitori di birra e mangiatori di Schnitzel. La più frequentata di queste, specie dagli austriaci autoctoni, quella che serve le Schnitzel più buone di tutta Vienna è Zu den 2 Lieserln ([non-chiedetemi-come-si-pronuncia-questa-cosa-qui]) in Burggasse 60 ([burgàsse]).

A due minuti di cammino dalla fermate della U'Bahn di Volkstheater ([fo:kstèatar]) vi si apre un mondo di cordialità e frugalità. Ordinate la Schnitzel della casa e mettete in programma di saltare colazione e pranzo il giorno dopo!!!

Pieno fino all'orlo, la notte è ancora giovanissima e ho bisogno di un po' di alcool per smaltire quel popò di Schnitzel. Oggi è il venerdì del Primo Maggio e c'è festa grande al Why Not?, nota disco gay molto frequentata dai giovani viennesi con tanta voglia di divertirsi, dice la guida Lonely Planet... Uauauauauauaua...

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Hurry Up! - Hofburg, Museum Quartier und Stadtpark



Alle 8, sveglia per una prima colazione abbondantissima: latte, cereali, succo di frutta, panino al formaggio, fette biscottate con la marmellata... Ci aspetta una giornata intensissima! Oggi si visita il lato sud-occidentale della città, all'interno del Gürtel ([ghiù:rtel]), l'anello di strada ad alta frequentazione, concentrico a quelle che erano un tempo le cinta murarie della città antica.

Si comincia con l'Hofburg ([hùfburg]), il Palazzo Imperiale con i suoi enormi giardini, che ospita tra l'altro il Museo Sissi, interamente dedicato alla leggendaria Principessa. E poi ovviamente la famosa statua dell'Imperatore Francesco II, che per la sua instabilità si è dovuto correggere, scaricando il peso sulla coda del cavallo, la quale infatti tocca erroneamente il basamento. Si dice che l'artista, per la vergogna di non essere riuscito a dare alla statua la giusta armonia e stabilità, si sia ucciso.

Tra l'altro oggi è il Primo Maggio ed anche a Vienna organizzano la classica manifestazione della Sinistra e dei Sincadati Operai, lungo le strade della città. Proprio tra l'Hofburg ed il Museum Quartier ([musèum kuàrter]) c'è la sfilata con le bande in abito storico e tante famiglie, operai, studenti... Un tripudio di colore e di suoni, tutti diretti alla Rathaus ([ràthu:s] per il dibattito politico.

Procediamo per la zona dei musei di storia naturale e di storia della cultura, anche questi imponenti, sia per la vastità degli edifici quanto per la grandezza dei giardini annessi.

A questo punto, seguiamo il flusso della manifestazione del Primo Maggio, il Tag der Arbeit ([tà:g dèr àrbeit]) degli Austriaci e risaliamo verso Rathaus e Parlament, passando davanti alla statua dorata della dea Athena Parthenos, simbolo della giustizia.

Nella piazza enorme del Rathaus c'è tutta Vienna che festeggia e politici che dibattono sul palco nella loro lingua incomprensibile (poi sono anche politici, quindi ancor di più incomprensibili...). L'unica parola che si intende distintamente è, ovviamente, Sozialdemokratie ([sotziàl demokratì:e]).

Dopo un'altra abbuffata di Frankfurter, crauti e patatine fritte, continuo il nostro giretto panoramico verso il museo Sezession ([secessiòn]) e Karlsplatz ([kà:rlsplaz]), più a ovest.

La stazione della Metro di Sezession è molto molto particolare: ci sono installazioni digitali in tutti i corridoi della Metro, che qui chiamano U'Bahn ([ù bo:n]) per distinguerla dalla S'Bahn ([se bo:n]), la linea dei tram di superficie. Il museo è dominato da quello che i Viennesi chiamano il carciofo dorato, un'enorme sfera di foglie dorate incastonata nel marmo bianco. Non perdetevi anche il padiglione della stazione della Metro di Karlspatz, disegnata e decorata da Otto Wagner: con la luce del giorno, è tutto uno spledere e brillare.

La mattinata è ancora molto lunga, voliamo da un posto all'altro senza sosta: Karlskirche ([kàrlskirke]), la chiesa gotica più bella ed originale di Vienna, con le sue due torri gemelle interamente decorate e impapirate; l'Hoher Markt ([hòer màrkt]), il mercato generale, con il suo bellissimo orologio Ankeruhr ([ànkeru:r]) in stile judenstil ([dgiùdenstìl]); e poi, finalmente, il principale parco della città, Stadtpark ([stàtpa:rk]), dove trovare un po' di ristoro al fresco, in compagnia di una enorme fetta di Sachertorte!

Rendiamo omaggio alla statua dorata di Mozart allo Stadtpark, cercando di fare una foto decente, evitando i cinesi che sembrano riprodursi proprio in questi 10 metri quadri. E adesso gambe in spalla, ci allontaniamo dal centro cittadino verso la Linke Wienzeile ([lìnkd vìenzl]) in direzione sud-ovest. Incontreremo uno degli altri frequentatissimi mercati cittadini, il Neuer Markt ([nèur màrkt]); la Majolika Haus ([maiòlika hu:s]) ancora di Otto Wagner; una caterva di caffè specializzati in clientela gaya e, dulcis in fundo, la Rosa-Lilla Villa, il centro informativo GLBTQ, con tanto di caffè assalito da giovani ariani... Aaaaaaaaaaahhaha!!! Il paradiso in terra!!! :P

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Un Volo a Chiocciola - Innere Stadt und Donauturm



Il decollo più strano della mia vita! In occasione del ponte del Primo Maggio, quest'anno ho deciso di andare a fare un giretto in Österreich, per l'esattezza a Vienna! Mentre mi metto in ghingheri ed infilo le ultime cosette nella valigia (neppure 3 giorni di soggiorno ed ho la valigia piena... ma come si fa???) recupero disordinatamente i miei documenti e la prenotazione del volo, rigorosamente Ryanair!

Portare dietro con me i documenti è una cosa a cui non mi abituerò davvero mai, lo faccio solo quando devo volare, per la semplice ragione che se non li portassi non mi farebbero imbarcare... maledetti... La mia Carta di Identità riposa in pace sotto un cumulo di polvere nel cassetto: vede la luce solo quando sono costretto a farla uscire per cause di forza maggiore :-))

Il mio volo questa volta è comodissimo: parto la mattina di giovedì, direttamente dal magnificissimo Aeroporto Internazionale di Pisa, per essere a Bratislava alle 11. Mentre comincio a sentirmi male, pensando che il pullman da Bratislava a Vienna molto probabilmente impiegherà più tempo che non il volo da Pisa a Bratislava... (ma tant'è, questi sono i pro ed i contro di volare Ryanair...); penso a quanto buffi siano certi politici quando parlano delle compagnie di volo low-cost.

Nel tentativo disperato di difendere l'indifendibile, ovvero di prendere le parti per compagnie-pozzi-senza-fondo-di-soldi-pubblici come Alitalia, non disdegnano di prendere a pesci in faccia società virtuose come Ryanair, con critiche del tipo "Sono compagnie che fanno viaggiare le carrette dei cieli" o anche "Sono sempre scandalosamente in ritardo" oppure "Non garantiscono neppure il minimo della sicurezza"... E' divertente sentirli parlare di cose che non conoscono neppure lontanamente! Questa è gente che non ha mai fatto un viaggio low-cost, e si vede.

Ryanair potrà avere tutti i difetti di questo mondo, ma i suoi airbus non sono certo paragonabili ai vecchi ferri arrugginiti di Alitalia (quelli sì che sono carrette!); per non parlare del fatto che in tutti i miei viaggi, i voli sono sempre stati puntualissimi.

Ultimo esempio, proprio il volo per Bratislava: siamo arrivati con 15 minuti di anticipo, mentre il volo di ritorno ha toccato terra a Pisa 10 minuti prima dello schedule. I fatti parlano da soli, credo. Ed i miei più affezionati lettori certamente ricorderanno cosa tutto è potuto succedere, invece, quella malaugurata volta che mi hanno spedito negli Stati Uniti con Alitalia... Disservizi indicibili, al di là di ogni ragionevole umana immaginazione...

Ma torniamo a noi. Il decollo è stato un po' traumatico: per uscire da Pisa, il pilota si è alzato a chiocciola! Sì, sì, proprio a chiocciola: girava in tondo e prendeva quota... Bah, mai vista una cosa simile! E poi stranissimo, per un bel pezzo ci siamo diretti verso sud (avevo la terra a sinistra ed il Mar Tirreno a destra), quando poi forse il pilota ha capito da che parte stava Bratislava e si è rigirato di nuovo!

L'aeroporto di Bratislava sembra un aeroporticino persino più minuscolo di quello Pisano: sembra di essere atterrati in un paese comunista nel periodo del Muro di Berlino. Si respira un'aria di cospirazione da film. Ci fiondiamo tutti sul bus che ci aspetta servizievole nel parcheggio, per portarci finalmente nella nostra capitale austriaca.

Come volevasi dimostrare, altri 75 minuti di viaggio via terra... Beh, comunque niente in confronto all'aeroporto di Stockholm Skovsta, per raggiungere il quale servono ben due ore di pullman dal centro di Stoccolma! Penso sia uno degli aeroporti Ryanair più in culo al mondo!

L'albergo è una gradevole pensioncina in Kinderspitalgasse (aspettate che lo rileggo... come cazzo si fa anche solo a pensare una parola così contorta??? Secondo me pure i tedeschi sono coscienti che la loro è proprio una gran bella lingua di merda... Ehehehehe).

Oggi non c'è tempo da perdere, però! Faccio il check-in in albergo, prendo possesso della camera, mollo tutti i bagagli, passo al setaccio la valigia per capire dove minkia è andato a infilarsi il mio iPod, con il calendario dettagliato dei posti da visitare e dei ristoranti da provare e... ecco la prima grande sopresa del giorno!

Il mio iPod ha perso il calendario della gita a Vienna, o meglio, quel cazzo di programma di merda che solo i Mac-isti possono tollerare, chiamato iTunes-della-tu-mamma-majala, ha deciso sua sponte che era passato il tempo di sincronizzare il calendario di Outlook sull'iPod. Il risultato è che l'iPod è completamente vuoto, al massimo posso usarlo per ascoltare un po' di musica...

Beh, a parte questo contrattempo, mi munisco della mia bellissima guida Lonely Planet e cerco di riorganizzarmi nel più breve tempo possibile! Maledetto Steve Jobs!!!

Il pranzo è d'obbligo dedicarlo interamente ad assaggiare uno dei mitici Frankfurter, questi mega salsicciotti di mezzo metro, stretti e lunghi, con ketchup, senape, crauti e dio-solo-sa-che-altro, che i Viennesi amano alla follia, secondi solo alle onnipresenti Schnitzel in ogni salsa.

Il primo giorno è un must visitare la bellissima Stephansplatz ([stèfenplatz]) ed il centro storico dell'Innere Stadt ([ì:nne shtàd]), vagando senza una meta precisa per le stradine lastricate, i negozietti di souvenirs e prodotti tipici, i caffè extra lusso che servono solo Sachertorten ([sàkertòrte:]) e gli immancabili musei che costituiscono il tessuto vitale di una città ricca di eventi mondani, concerti e mostre...

Cerco di orientarmi nei meandri di Vienna, passando per ora solo di sfuggita nei bar e nei caffè che segneranno le successive 3 notti di divertimento, musica ed alcool in compagnia dei mitici colleghi ariani...

Vienna è un pochino fredda, in questi giorni. Il clima è stato clemente perché in cielo brilla un sole che spaccherebbe anche le pietre; però, verso sera, si alza un venticello perfido e gelido che a momenti ti porta via... Con queste premesse, decido di dedicare la prima serata alla vista della Donauturm ([donàuturm]), la torre del Danubio, altra oltre 250 metri da cui, se sopravvivi alle folate di vento a 200 Km orari, puoi godere una vista tra le migliori della città! :P

Salire sul Donauturm non è affatto facile; e se dovete andarci di notte, vi consiglio di farlo se siete almeno in un gruppo di 10 persone, perché superato il VIC - Vien International Center, vi aspetta un gradevolissimo parco cittadino da attraversare, al centro del quale riposa la Donauturm. Il parco è completamente al buio...

Non che Vienna sia una città malfamata: persino nei più tetri sobboghi, vige l'ordine, la tranquillità e non si vede un agente di polizia (almeno ad occhio nudo... poi magari finisce che escono dai tombini, in caso di necessità, non so...) neppure a pagarlo. E non ce n'è peraltro alcun bisogno. Anche gli extra-comunitari sono perfettamente integrati e gli ambulanti semplicemente non esistono.

Però, da buon italiano, attraversare un parco buio di notte in un città straniera non è che ti trasmetta tutto questo senso di sicurezza... Entrati nel Donauturm, si sale su un'ascensore supersonico con tanto di maggiordomo che ti dà indicazioni sulla torre e la sua storia. All'ultimo piano della torre, becco una festa di non-so-che-cosa, piena zeppa di teenagers biondissimi e bianchicci... Mio Dio! Lunga vita agli Ariani!!!

Sulla terrazza all'aperto puoi farti portare via dal vento, oppure tenerti stretto ancorato ai tiranti di acciaio e cogliere una vista notturna delle luci di Vienna che mozzafiato è dire poco!

Visto che siamo in tema di foto e panoramiche notturne, verso le 23 ritorno alla Innere Stadt e visito gli altri luoghi culto, in fatto di effetti luminosi: il Rathaus ([ràthu:s]) il palazzo del municipio con le sue guglie gotiche molto affascinanti; il Parlament ([pàrlament]) ed il meraviglioso gioiello della notte, lo Staatsoper ([sta:dzò:per]). La vista dello Staatsoper dall'alto della Galleria Albertina non ha prezzo.

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Sunday, February 22, 2009

Se M'Innamoro



Tanto, in fondo, l'importante è arrivare. Però noi, a SanRemo, non è che siamo proprio arrivati arrivati. Diciamo piuttosto che siamo scesi dal treno. Eh già, perché la stazione di SanRemo è sotterranea e dai binari all'uscita ci vuole tipo mezz'ora, tra camminamenti, scale mobili e nastri trasportatori di quelli che si usano negli aeroporti internazionali, per andare da un terminal all'altro... Manie di grandezza finanziate con i soldi del canone RAI...

Siamo in un ritardo cosmico, il corteo è già partito da un po', quindi seguiamo la musica che il vento porta da lontano per raggiungere il posto dove il corteo è fermo. Un centinaio di persone sfilano dietro cartelloni coloratissimi e simpaticissimi: "Guarda il mondo com'è strano: si stupisce se ti dico 'Ti Amo'", oppure "Luca e Paolo: il vizietto della volgarità", o ancora, in risposta alle insensate parole di Povia sul palco dell'Ariston, "Non c'è serenità senza felicità" e tanti tanti tanti altri!

C'è pieno di delegazioni di TV locali e nazionali, telegiornali, giornalisti alle prese con interviste: abbiamo suscitato un grande interesse, grazie anche alla simpatica iniziativa promossa dalla Gialappa's, che ha proposto a tutti i protagonisti del Festival di abbracciare la causa, esponendo un simbolo di solidarietà nei confronti della comunità GLBT, come un triangolino rosa sul petto.

Sfiliamo con i bandieroni arcobaleno che ci vestono e ci circondano, portando alto lo striscione del Se M'Innamoro, motto della manifestazione. Il corteo si scioglie in serata, con tanta musica e tanta gente allegra che si organizza, poi, per concludere l'iniziativa davanti al mitico Teatro Ariston!

Attraversiamo con le bandiere ancora svolazzanti il centro di SanRemo, lungo il corso affollattissimo, tra negozi e turisti; ed ecco che sbuchiamo davanti al Teatro, che in sé e per sé avrà un ingresso modestissimo di tipo 2 metri quadri, e sembra immensamente più piccolo e costipato rispetto alle riprese televisive cui siamo tutti abituati.

Un cordone di polizia ci impedisce di occupare l'ingresso, ma nel frattempo stampa e televisioni sono catturate dalla nostra presenza: vedere coppie gay che si baciano e bandieroni Arcigay che sventolano con lo sfondo dell'insegna dell'Ariston non ha davvero prezzo!!!

Dopo aver messo a soqquadro il tranquillo paesello del Festival, soddisfatti di aver fatto la nostra parte in questa sporca storia dei "cambiamenti" e delle "guarigioni" ostentate da Povia, possiamo tornare sereni a casa.

Ci aspettano altri 30 minuti di sottopassaggi per raggiungere i binari e poi la bellezza di 6 ore di viaggio per rientrare a Pisa!!! Fortuna che a Genova, come al solito, abbiamo un bel po' di tempo libero, prima del treno coincidente: così, nel frattempo, torniamo al porto, in una piccolissima pizzeria, dove, attratti dal cameriere super fichissimo che ci strega tutti e 9 quanti siamo..., ordiniamo una quantità industriale di pizze margherite, da consumare sul treno per il resto del viaggio! Tra panelle di pizza lievitata, bandiere arcigay e camerieri da stupro, la piccola pizzeria perde definitivamente la sua pace grazie a noi... :-)

L'ultimo treno della speranza è un InterCity Notte diretto a Reggio Calabria, con l'aria condizionata a palla, per riscaldare le ossa degli ultra ottantenni calabresi e siciliani che sono stipati a 40 gradi centigradi (e ancora hanno freddo!!!), mangiando untuose ed esplosive lasagne nei loro scompartimenti...

Attraversiamo mezzo treno prima di trovare, fortunosamente, uno scompartimento vuoto e lo occupiamo in fretta e furia, prima che arrivino i legittimi proprietari delle relative prenotazioni... (che su questo treno non abbiamo acquistato, visto il successo dell'esperienza dell'andata! Eheheheh...).

Ci sistemiamo in 9 in un'unico scompartimento, uno sopra l'altro, in pratica :-); e, per non morire sciolti per il caldo, manomettiamo il finestrino del treno con un paio di monete da 1 centesimo, lo apriamo e lasciamo che il vento del treno faccia circolare un po' di aria fresca tra i nostri sedili. Spegniamo le luci, chiudiamo le tendine.... ed eccovi benvenuti nella Mobile Dark Room improvvisata dell'Arcigay Pisa!!! Ehehehehehe...

Stanchi morti, ritocchiamo terra in quel di Pisa all'1 di notte, con il minimo di autonomia necessaria per raggiungere i nostri rispettivi letti e porre fine ad una giornata lunghissima ma di grande valore.

P.S.: Un caloroso saluto ai nostri due ignari compagni di viaggio sull'InterCity Notte, sistemati qualche scompartimento più avanti al nostro... due tocchi di gnocco allucinanti, che sono stati per ore oggetto delle più indicibili ed indecenti fantasie di tutto il gruppo...

Ed Io Verrò un Giorno Là...



La canzone di Patty Pravo mi frulla nel cervello da questa mattina! Non so perché, ma proprio non mi riesce di liberarmi da questa melodia così malinconica e profonda... E' esageratamente bella, probabilmente perché, per certi versi, riesco ad immedesimarmi in quelle parole...

"Io verrò un giorno là", recita un frammento del ritornello: ed in effetti ci sta a puntino, come titolo di questo post, perché da sempre, da quando ero piccolino e seguivo in TV il Festival di Sanremo, alimento il desiderio di andare, un giorno o l'altro, a vedere il mitico Teatro Ariston di SanRemo. Beh, certo, un tempo il Festival era un vero e proprio evento nazional-popolare, come si dice, a cui non si poteva rinunciare per nulla al mondo; ben diverso dall'infimo livello artistico in cui è sprofondato, da un po' di anni a questa parte...

L'occasione per trasformare in realtà questo piccolo desiderio si presenta lo scorso weekend, quando Arcigay, insieme alle associazioni di genitori di omosessuali ed Arcilesbica, convoca una manifestazione dal titolo fantastico: "Se Mi Innamoro", per riportare l'attenzione sulla comunità, i suoi valori, i suoi problemi e per ristabilire un minimo di equilibrio di informazione, dopo tutte le scempiaggini che si sono sentite a proposito di noi gay e lesbiche in TV, grazie al nostro caro frocetto represso di Povia.

La sua canzonettina, Luca Era Gay (dico, ma che cazzo! Tutti i protagonisti delle canzoni italiane devono usurparmi il nome?! Cos'è, una specie di common law che tutti sanno e non è scritta da nessuna parte?!), ha sollevato una montagna di polemiche e di malumori già mesi e mesi prima dell'inizio del Festival... e del resto, gli eventi degli ultimi giorni avvalorano e sanciscono la legittimità dei nostri timori così anticipati...

Dunque, quale migliore occasione per visitare un pochino la ridente cittadina della riviera ligure, che per una settimana l'anno diventa la più famosa d'Italia e del mondo? Ci armiamo di bandiere arcobaleno con il gruppo Arcigay di Pisa e partiamo!

Ora però... bisogna sapere che i trasporti ferroviari della Liguria non è che esattamente splendano per efficienza... La manifestazione ed il concentramento sul lungomare di SanRemo è previsto per il primo pomeriggio, alle 15.30. Ma per essere con sufficiente anticipo sul posto, bisogna partire da Pisa alle 6.00 del mattino... Dico! 6 del mattino per fare neppure 200 Km?!

Visto che partire alle 6.00 sarebbe stato un evidente ed inevitabile suicidio, decidiamo di rischiare di arrivare un pochino in ritardo, pur di sopravvivere al viaggio: si parte alle 9.00 (orario già decisamente più decente, anche se ancora abbastanza scomodo per i nostri makeup mattutini...), tutti puntuali in stazione a fare il biglietto...

Beh, tutti o quasi tutti, visto che il nostro amico portabandiere è sostanzialmente salito sul treno al volo: arrivato in stazione un minuto prima della partenza, ha fatto il biglietto grazie alle sue doti di telepatia, si è catapultato sul binario 7 (un binario un po' più a fanculo no, eh? Più sei in ritardo, più il binario è a casino, non so se ci avete fatto caso...).

Il capotreno già sta fischiando, le porte si chiudono, quando lui esce dal sottopassaggio e, senza neppure capire in quale carrozza fossimo noi altri, si fionda sul treno passando dal finestrino... Con il risultato che lo vediamo comparire nella nostra carrozza quando ormai siamo in prossimità di Genova, visto che si è dovuto poi fare a piedi mezzo treno, perché (ovviamente, vorrei aggiungere) i nostri posti erano in una carozza in culo... nel vero senso della parola...

Beh, a parte questi piccoli imprevisti e palpitazioni, si arriva a Genova, deliziati dalla compagnia di un plotone dell'esercito, che ha deciso di occupare insieme a noi il vagone... Eheheheh, che fortuna: quando si dice il destino!!! Tra l'altro, stiamo viaggiando come dei grandi managers, in prima classe extralusso, perché tutti gli altri posti erano già belli ed esauriti! Della serie... organizziamoci con anticipo...

Dopo aver speso 1000 euro solo andata, arriviamo sani, salvi ed aitanti a Genova Piazza Principe, per scoprire che la coincidenza x SanRemo viaggia con 45 minuti di ritardo! Le tariffe Trenitalia sono aumentate recentemente per migliorare il servizio, giusto??? Sì sì, credici!!!

In compenso, abbiamo tutto il tempo per fare i turisti a Genova: non che ci sia poi così tanto da vedere, a parte l'Acquario ed il Galeone di Nettuno... però possiamo fare un giretto nella città vecchia ed al porto, prendendo in tutta comodità un gigantesco panino al Kebab in un microscopico locale del porto... gnam gnam... :-)

Rientrati in stazione, andiamo al nostro binario e cerchiamo di salire sul treno che ci porterà a destinazione, ma... Ovviamente niente può andare per il verso giusto; e scopriamo ben presto, dalle facce inkazzate degli altri passeggeri, che per magia la nostra carrozza, la numero 4, è stata soppressa!

Eh sì, proprio soppressa: passiamo dalla 3 alla 5 attraversando un corridoio che dev'essere una frattura nello spazio-tempo... Il controllore ci dice di occupare i posti corrispondenti ai nostri nella carrozza 3: ma, come potete immaginarmi, avendo detto la stessa cosa anche ai passeggeri della carrozza 3, la cosa praticamente finisce a chi arriva prima e scazzotta di più!!! Ahahahah, esilarante!

Entriamo a SanRemo con 55 minuti di ritardo, dopo esserci fermati in tutte le stazione più puzzinose, isolate, dimenticate da Dio e disabitate che uno possa immaginare, nonostante il nostro treno sia uno scintillante EuroCity. Dico, ma la fermata di Pietra Ligure è proprio così fondamentale, per un collegamento su cui paghi il supplemento alta velocità? (E su cui paghi anche la prenotazione per posti in carrozze che non esistono, aggiungerei...).

Ora ho capito perché non ho mai organizzato un viaggio a SanRemo, prima d'ora.

Saturday, January 10, 2009

El último Día de Viaje - Retiro y Plaza de Toros



Oggi è l'ultimo giorno della nostra avventura spagnola. La guida ci segnala ancora un bel po' di posti da visitare. Si comincia la mattina presto (si fa per dire... le 11.00!) alla volta del Parque del Buen Retiro, in pratica uno sconfinato polmone verde, con tanto di giardini, piante selezionate, aree espositive museali, laghi, teatri... e tutto nel bel mezzo della metropoli spagnola!

Visto che è domenica, poi, ci confondiamo con la frotta di autoctoni Madrileni, che non rinunciano ad un tranquillo weekend di relax nel parco. Tutto è così straordinariamente ordinato, pulito, curato... Il parco è una composizione di geometrie esatte, che fanno tanto giardino reale o tenuta del re...

C'è persino un enorme lago artificiale, dove i Madrileni possono sbizzarrirsi in giretti in barca o canoa all'ombra dei folti alberi e delle colonne monolitiche del Monumento ad Alfonso XII.

Tra i tanti visitatori di questa meravigliosa giornata di sole, cattura la nostra attenzione un turista, probabilmente nordico, quasi certamente di razza ariana, con capelli biondi cortissimi, occhi azzuri da perdercisi dentro, in tuta da jogging... Un fusto da far paura che, visto di profilo, mostra ancor di più le sue... doti molto molto significative!!! Abbiamo fatto un servizietto fotografico anche questo apollo, non preoccupatevi! Ho persino un bellissimo primo piano frontale, che presto sarà stampato in versione poster ed appeso di fronte al mio letto, in camera :P Ehehehhe

Dentro la vasta area del parco, incontriamo il famoso Palacio de Cristal, una costruzione interamente in vetro ed acciaio, adibita ad area espositiva del Museo Reina Sofia: si trova proprio di fronte l'insenatura di un fiumicello che forma un piccolo lago, al centro del quale brilla un enorme zampillo di acqua.

Scivoliamo rapidamente verso un'altra attrazione del parco, che assolutamente non possiamo perdere, uno dei pochi monumenti esistenti al mondo dedicati a Lucifero: si tratta della fontana de El Ángel Caìdo, che reppresenta appunto l'ex-angelo, nel momento della caduta agli Inferi. Alla base della statua, 8 bocche demoniache zampillano acqua di sorgente.

Di fronte a Lucifero, riposa invece la bellissima Rosaleda ellittica, che è stato un vero peccato non poter vedere fiorita, con gli inimmaginabili profumi che avrebbe diffuso nell'aria!

Dopo un pranzetto veloce nei pressi del parco, dedichiamo il resto del pomeriggio alle ultime due mete rimaste: la Plaza de Toros de las Ventas e Plaza de Castilla, entrambe abbondantemente lontane dal centro, che richiedono ciascuna uno specifico viaggio in Metro. Ma del resto, non possiamo tornare nella nostra malconcia Italia e dire di essere stati a Madrid, senza visitare la Plaza de Toros più grande del Vecchio Continente!

Quindi, gambe in spalla e bando alla stanchezza galoppante, coi piedini che ormai si muovono per inerzia e gridano vendetta a squarciagola. La Plaza de Toros de las Ventas è davvero emozionante: pensare che da queste porte maestose, decorate con tutti i fregi delle province spagnole, passano in trionfo los toreros,in mezzo alla gente estasiata! Come facciano gli spagnoli a tollerare il "gioco" della corrida, così violento e sanguinoso... con la sua terribile fisicità, con la sua barbarie... è davvero una cosa che difficilmente si riesce a comprendere. Ma tant'è!

Intorno all'arena, non si può perdere l'omaggio a Flemings, che con la sua scoperta della pennicillina ha salvato tante e tante vite dei toreros feriti in combattimento; ma soprattutto non si può perdere l'altorilievo che rappresenta i tori in corsa, alle corna dei quali ci si può anche "aggrappare", rimanendo appesi col corpo penzoloni... Senza dubbio una foto turistica ad effetto!!!

L'ultima destinazione, è Plaza de Castilla; ormai è sera, il buio della notte avanza e quindi abbiamo la fortuna di poter fotografare le colonne gemelle con le illuminazioni natalizie! Peccato per quella piramide luminosa, che vorrebbe essere, nella fantasia dei Madrileni, la versione stilizzata e moderna di un albero di natale, ma che invece dà solo fastidio ai fotografi professionisti come noi! :P

Visto che domani ci tocca abbandonare questo paese da fiaba, decidiamo di concederci un nuovo orgasmo serale da Le Mario. Il métre ci conduce al nostro solito tavolo, già prenotato senza prenotare; e, scoprendo che si tratta della nostra ultima serata in Spagna, tutto lo staff si impegna a regalarci una prestazione, sia culinaria che di servizio, assolutamente memorabile ed impareggiabile.

Cominciamo con la nostra entrada preferita, le bruschettine al formaggio fresco e l'empanadilla, questa volta con cubetti di carne macinata e cipolle. Il vino, rigorosamente rosso, è offerto dalla casa: si tratta di una bottiglia della riserva, anche questa volta, scelta impeccabile del métre!

Dopo un tripudio di carne alla brace e salse agrodolci, e dopo il consueto spolveramento con lo spazzolino d'argento del métre, per ripulire il tavolo dalle briciole di pane, ecco arrivare la sorpresa! Ci viene servito il dessert de invitación, una favola di crem caramel, fragola e panna, servito con una specie di empanadilla al cioccolato... MIO DIO!!! Ed ho detto tutto!!!

Seguono caffè, ammazzacaffè e digestivo sempre rigorosamente de invitación, ossia offerti dalla casa!!! Il digestivo, in particolare, è un liquore rosé, molto forte, quasi un grappino, servito in ampi calici con ghiaccio... Fantastico!

Dopo aver pagato un conto irrisorio (quasi ci siamo messi a ridere, davanti allo scontrino!!! Ehehhehe), e dopo aver notato che metà delle voci del conto corrispondevano alla dicitura 0.00 - de invitación, abbiamo anche questa volta lasciato una meritatissima mancia del 20% e ci siamo complimentati personalmente con il métre, ringranziandolo per la cortesia senza fine dimostrataci durante il nostro soggiorno a Madrid, per le innumerevoli portate offerte dalla casa e soprattutto testimoniandogli il nostro profondissimo dolore per l'impossibilità di tornare in quel luogo, tempio di una cocina maravillosa!!!

Con i più profondi e sinceri auguri del métre e dello staff, che ci hanno salutato carinissimamente, ci congediamo e torniamo in albergo, per prepararci alla lunga notte. L'ultima nostra notte spagnola.

Imponendoci di ributtare nel ripostiglio e nel dimenticatoio, almeno per qualche ora ancora, la nostalgia di questi luoghi e di queste avventure, ci mettiamo in ghingheri e salpiamo alla volta di Chueca; stasera dev'essere overdose di locali: Liquid, Griffin's, Why Not, Ricky's... Ogni pub o disco aperta la imbuchiamo e prendiamo almeno una consumazione... I Mojito, i Cuba Libre ed i Negroni scivolano giù uno dopo l'altro...

Finchè, al Griffin's, non incontriamo un simpatico personaggio, Miguel, con cui chiacchiariamo tranquillamente per un sacco di tempo e che seguiamo per il resto della notte, spostandoci da un locale all'altro e facendoci trascinare in posti mai visti e mai conosciuti, davanti cui eravamo magari passati centinaia di altre volte senza notarli, dai nomi che ora si perdono nei meandri della memoria...

Ciascuno dei quali, sempre pieno zeppo a seconda dell'ora che Miguel sa cronometrare con una precisione svizzera... Ci lasciamo condurre da lui nel cuore della movida Madrilena, fino alle ultime ore del mattino... Miguel, il vero gato Madrileno, che si muove nel tessuto suburbano come un gatto di strada... Ed è un non-stop di giri di bevute, fino a mattina.

Ritorniamo in hotel giusto il tempo per chiudere le valigie, buttandoci tutto dentro alla rinfusa, darci una ripulita e ripartire, questa volta con destinazione l'aeroporto di Madrid Barajas.

L'ultimo viaggio in Metro è angosciante: stiamo tutti zitti, un po' anche per il sonno e la stanchezza che, passata l'eccitazione della vacanza, ora non possiamo più nascondere; ma soprattutto rimaniamo zitti perchè i nostri pensieri sono troppo catturati ed intrappolati per sempre in questa Metro, in città, nei suoi locali e nella sua vita notturna.

Rimaniamo zitti perchè ogni ricordo che affiora alla mente è una spina nel fianco, ora, e non si sopporta il confronto tra la realtà che abbiamo assaporato qui, suppur per così pochi giorni, e quella che torneremo a vivere in Italia.

Rimaniamo zitti per non piangere, anche se scendendo dalla Metro al terminal di Barajas, un piccola lacrima ribelle riga il nostro viso.

Per chi volesse curiosare tra la montagna di foto di questa nuova straordinaria vacanza, sono già online!!! Buona visione!

Friday, January 9, 2009

El Tercer Día del Año - Atocha y Fuencarral



Quello che resta di noi dopo la nottata di ieri riesce a malapena a svegliarsi a mezzogiorno, per trascinarsi come automi alla pasticceria Mallorquina, in cerca di una colazione "postuma", visto che ormai è ora di pranzo, anzi di merenda...

Oggi abbiamo proprio bisogno di una tregua, di rilassarci un pochettino; quindi optiamo per una destinazione confezionata su misura: la stazione di Atocha, ché l'ultima volta ci siamo passati davanti di sfuggita, presi dai nostri impegni, senza poterle dedicare il tempo che merita, per il suo impressionante giardino tropicale interno.

Mentre ci dirigiamo alla stazione del Metro, alla volta di Atocha, passiamo per caso davanti al Ministerio de Asuntos Exteriores, il Ministero degli Esteri spagnolo, assediato da una rumorosa manifestazione pro-Palestina! Infatti, sembra che proprio oggi ci sia stata una nuova offensiva di Israele su Gaza, con una strage alla Moschea... Ah... Palestinesi ed Israeliani: due popoli maledetti da Dio!

Abbandoniamo rapidamente questo caos, che non fa proprio per noi, in questo momento (abbiamo ancora un occhio chiuso ed il cuscino appiccicato dietro la testa... :P) e saliamo sul Metro, sempre lindo e tirato a lucido, puntualissimo ed efficientissimo come solo gli Spagnoli possono...

Il giardino tropicale di Atocha è sempre più bello, ogni volta che lo si visita, con i vaporizzatori di acqua per mantere costante il tasso di umidità necessario a quelle piante... In effetti, ci fa un caldo che concilia perfettamente il sonno... Ma prima di abbandonarci ad Orfeo su una delle panchine della stazione, ammiriamo sorpresi un fustino Dash seduto di fronte a noi, con il compagno a fianco sdraiato sul muretto: una foto per immortalare tanto ben di Dio è d'obbligo!

Con le tartarughine che sguazzano nel laghetto e le coppiette gay che si accarezzano, lasciamo che il tempo scorra via sonnacchioso... Nel primo pomeriggio scegliamo di dedicare il resto della giornata allo shopping in Calle de Fuencarral e Calle Serrano, due templi delle grandi firme mondiali.

Passiamo davanti a Prada, l'immancabile Zara, Ferragamo... In un viottolo di Calle de Fuencarral, c'è poi la libreria gay Berkana, tradizionale luogo di ritrovo della comunità. E pensare che in Italia le librerie gay stanno chiudendo i battenti, una dopo l'altra: qui, invece, sembra viva e fervida, ricca di attività e soprattutto di visitatori davvero niente male!!!

Entriamo per dare un'occhiatina... OH MIO DIO!!! Il Calendario dei Bomberos Madrileni!!! Da perderci gli occhi!!! E poi tutti i souvernirs più strampalati a tema... quasi quasi mi faccio prendere dalla tentazione di comprare qualche cartolina... "particolare" per i miei amici... Eheheheh...

E' ormai ora di cena, rientriamo in albergo per darci una rinfrescata e visto che non abbiamo molta voglia di stare a cercare altri posti per mangiare, torniamo da Le Mario, sotto il nostro albergo. Il métre sembra quasi aspettarci e, appena entriamo dalla porta, ci conduce al tavolo riservato apposta per noi!!! Grandi!!!

Stasera il servizio è ancora più ineccepibile di ieri. Tentano di rifilarci la carta in italiano, ma dopo aver dato un'occhiata veloce agli strafalcioni terribili (probabilmente dovuti al traduttore automatico di Google! Ehehehhe), chiediamo di riavere quello in lingua originale, che è meglio! :P

Assaggiamo anche una coppia di empanadillas ripiene al prosciutto e formaggio, che sono una prelibatezza senza fine! E vogliamo anche concederci il vino della casa, che, dice il métre, stasera è davvero speciale (forse apposta per noi). Si tratta di una nobile bottiglia di rosso pregiato, anche vincitore di un concorso di degustazione a Parigi... Siamo estasiati!

Ma tutto questo è nulla in confronto al dessert: i camerieri, che ormai hanno preso me ed il mio amico in simpatia (forse intuendo che siamo gay e sospettandoci una coppietta innamorata...), passano dal tavolo con lo scopettino d'argento per raccogliere le briciole e ripulire la tovaglia, in attesa che arrivino i nostri dolci.

Si tratta di due sfere di crema al cioccolato ricoperte di cioccolato fondente fuso su un letto di biscotto (al cioccolato): da togliere il fiato!!! Anche stasera lasciamo un'abbondante mancia e ci complimentiamo personalmente con il métre per i ravioli con il sugo al basilico fresco, che è stato una vera rivelazione culinaria! La serata si concluderà con il solito vagabondare per locali nel quartiere a noi tanto caro di Chueca.

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El Secundo Dìa del Año - Museos y Paseo del Prado



Il giorno dopo è dedicato in via esclusiva ai Musei: giornata culturale, da bravi finocchietti cool-fashion-glamour. Cominciamo presto, la mattina, nonostante il sonno che comincia ad accumularsi sulle nostre spalline... Ma via giù di correttori e si coprono persino i borsoni sotto gli occhi!

Che bello rivedere le stanze e le opere che già avevo visitato tanto e tanto tempo fa, durante la gita scolastica del quinto Liceo: eh, sì, ero già stato a Madrid, ma a quei tempi, eh... tutto era diverso, molto diverso da oggi. Fu una visita della Madrid etero, mentre ora, la nostra visita si può rivolgere a 360 gradi, senza filtri :-)

Il primo Museo della programma giornaliero è il Reina Sofia, con i suoi tre piani di esposizione... Facciamo un pochetto di fila, insieme agli spagnoliti tutti rigorosamente uno dietro l'altro, ordinati e composti. Una fila scorrevole, neppure 15 minuti di attesa! Incredibile vedere quanti figoni palesemente del partito girino per i musei, tutti intelletual-chic ed intenti ad apprezzare le meraviglie appese alle pareti, sala dopo sala...

Andare per Musei, così come per librerie e biblioteche, è un ottimo modo per abbordare, lo sapevate? Ehehheh... Peccato che anche in questa occasione, i soliti rompipalle italiani si sprecano ed ovviamente sono le uniche comitive che non stanno in fila, non fanno silenzio, fanno battute sulle opere... Ah... che pazienza ci vuole!!!

Nel primo pomeriggio, approfittiamo del baretto che si trova proprio davanti l'ingresso del Reina Sofia, sempre pieno zeppo di gente e turisti, che si vanta, stando ai cartelli espositivi, di servire i migliori panini ai calamari della Spagna!

I Madrileni, si sa, nonostante abitino a milioni di kilometri di distanza dal più vicino porto, farebbero di tutto pur di poter mangiare ad ogni ora del giorno e della notte il pesce più fresco, più prelibato e saporito del mondo! Infatti, è proprio a Madrid che potrete assaggiare i piatti di pesce, a cominciare dalla paella, più gustosi della Spagna. Eh, ad ognuno i propri vizi!!!

Quindi, sicuri di poterci fidare dell'annuncio clamaroso sui calamari, decidiamo di abbandonarci al piacere della gola, visto che quello della cultura (e degli occhi... ehm...) è già stato ampiamente soddisfatto; ed entriamo.

Il locale, come quasi tutti i locali Madrileni, è assolutamente spartano; le persone consumano il loro pasto con una bella caña ghiacciata al bancone, sedute sugli sgabellini. Dentro, è un continuo via vai di camerieri, tra le urla del cassiere, da un lato, e la cucina dal lato opposto: "Dos de calamares", "Caña y tres calamares"...
E così avanti tutta la giornata, credo...

Il pavimento assomiglia ad un campo di battaglia: proprio sotto il bancone, i praticissimi gancetti di ferro reggi-borsa ed i contenitori di acciaio, bassi bassi, per buttarci con disinvoltura la spazzatura... Dev'essere che i Madrileni erano così avvezzi a buttare le cartacce ed i tovagliolini sporchi a terra, che i gestori si sono piegati alle vecchie usanze e sono corsi ai ripari, piazzando proprio sul pavimento i comodissimi cestelli raccogli carta!

Insomma, ordiniamo le nostre cañas e questi squisiti panini ai calamari fritti, che sono un orgasmo senza fine! Neppure nelle migliori località sulla costa, è possibile trovare delle squisitezze, una freschezza ed una qualità simili a queste! Roba da matti!!!

Cmq, rifocillati coi calamari (ed anche un bel po' 'mbriachicci, per la caña alle 3 del pomeriggio...) ci dirigiamo verso il Paseo del Prado, non prima di aver ammirato in tutta la sua magnificenza la storica stazione centrale di Atocha (ma ci torneremo con la dovuta calma in seguito!)

Il Paseo del Prado toglie il respiro, con le prime luci della sera, la sua ampiezza che taglia in due il centro della città, tanto grande che gli attraversamenti pedonali sono spezzettati in 2 o 3 parti... ti credo! Per arrivare da un lato all'altro, ci vorrebbero tipo 10 minuti, altrimenti!!!

Passiamo davanti al CaixaForum, un edificio a metà strada tra il retrò ed il futuristico, con un giardino pensile mozzafiato! Arrivati al Museo del Prado, ci accodiamo fiduciosi alla fila, solo apparentemente immensa, dinanzi alla imponente statua di Velasquez, intento a dipingere, con le spalle rivolte all'omonima porta monumentale di ingresso al Museo.

Osserviamo attoniti capolavori di ieri (Velasquez, Goya, persino un Caravaggio, Tintoretto, Tiziano, El Bosco... dio, il Giardino delle Delizie me lo ruberei e lo attaccherei in camera da letto, tanto è straordinario!!! E poi tanti, tanti, tantissimi altri...); e capolavori di oggi (certi pacconi che ben ti deliziano, tra un'opera d'arte e l'altra... :P).

Purtroppo, la Maiala Desnuda (ehehhehe...) non è in mostra al Prado: è stata prestata momentaneamente al Louvre (maledetti francesi!): quindi, dobbiamo accontentarci del quadro gemello, quando la Maiala non era ancora maiala, ma era bella vestita di tutto punto! :P

In compenso, però, abbiamo ancora una mezz'oretta per visitare di sfuggita la sede espositiva delle sculture, tutte rigorosamente saccheggiate in giro per mondo, metà delle quali di legittima proprietà italiana...

Siamo entrati al Prado che era giorno; usciamo che è praticamente notte, dalla Porta di Goya, che, al contrario di Velasquez, è raffigurato in una poderosa statua rivolta con gli occhi all'ingresso omonimo. Intorno al Museo del Prado abbiamo il piacere di visitare la Iglesia de San Jerónimo el Real, un'altra meraviglia, fosse già solo per il mestoso portone di ingresso, decorato a bassorilievo in ogni singolo centimetro quadrato.

Prima di rientrare in albergo, ci dedichiamo alla visita delle famose fontane del Paseo del Prado, più a nord, per completare la passeggiata verso Puerta de Alcalà. Apollo, Nettuno... con le luci della notte, lo spettacolo è bellissimo! Son quasi più belle le luci decorative del Paseo del Prado che non quelle della Gran Via!

Passiamo con un pizzico di invidia davanti ai mostruosi edifici dell'Hotel Palace e del Ritz Hotel, anche loro addobbati a festa con tante di quelle luci, che servirebbe una centrale elettrica solo per loro!!!

Poi il Palacio de Comunicaciones che domina Plaza de Cibeles e l'omonma terza fontanona; questa visita si conclude con l'immancabile Puerta de Alcalà, e l'arco di trionfo a cinque passaggi, che crea un gioco di disegni luminosi davvero molto carino, la notte! Anche questo, uno degli orgogli della Spagna...

A Madrid, sembra che tutti i vigili urbani siano stati selezionati da un capo del personale certamente omosessuale, passiva e con gli ormoni a palla. Sono certi machi da fare paura, almeno quanto i mitici esseri chiamati bomberos: figure mitologiche che da sempre popolano l'immaginario collettivo dei gay de todo el mundo.

Vediamo uno di questi soggetti, un vigile urbano a bordo della sua moto lunga 10 metri e larga 4, proprio fermo davanti alla Puerta de Alcalà e cogliamo l'occasione per sfoggiare la nostra perfetta conoscenza della lingua, per chiedere dove sia la fermata del Metro più vicina (in realtà, lo sappiamo benissimo, è solo per cazzeggiare un po'! :P)

Non capiamo un cazzo di quello che ci risponde, però siamo assolutamente affascinati dalla sua potenza e dalla sua imponenza!!! Ehehehhe... Ovviamente, anche lui, in linea coi peggiori frequentatori dei locali Madrileni, sfoggia un bicipite di 10 metri di diametro... Eh... che ricordi! Arrestami, ti prego!!! :P

Sulla via del ritorno, scendiamo ancora una volta a Chueca (nooo, chi l'avrebbe mai detto!!!), per fare un giretto nel mercatino, prima della chiusura. Stasera, si va in giro per tapas! La guida ci segnala un paio di posti che ne servono tra le più buone di Madrid, quindi non dobbiamo farcele sfuggire!

La prima, è nei pressi di Plaza Sant'Ana: anche qui, ambiente molto alla mano, con i soliti cestelli per le carte in terra al bancone e la gente "aggrappata" in un centimetro quadrato a degustare tapas che sono davvero delle prelibatezze: salmone, caviale, prosciutto... Mio dio, che golosità! Il proprietario le prepara personalmente ad una ad una; capisce subito che siamo italiani e ci offre il primo giro di cañas! Stasera non si arriva alla fine, con tutta sta birra!!!

Il secondo posticino che raggiungiamo, vagadondando con la guida alla mano, per scovare i buchi più sinceramente Madrileni nel midollo... quelli che nessun turista conosce, quelli che sono lontani dal "giro", insomma... beh, è un posticino... come dire... originale...

Dunque, diciamo che sostanzialmente, cercando il locale vero, ci siamo persi, tra vicoli e vicoletti; ed essendo anche abbastanza tardi, abbiamo deciso di entrare in un baretto di tapas a caso... Mai l'avessimo fatto! Abbiamo beccato il luogo peggiore della città: il proprietario era un tizio sfattissimo, cannato o forse imbottito di eroina fino al colmo, con due occhi rossi da vampiro, ci serve delle tapas che dire "artigianali" è dire poco... Praticamente pane tagliato con l'accetta e prosciutto "strappato" dalle carni del maiale...

Per non parlare poi di come serviva il ghiaccio nei cocktails! Si strofinava i cubetti sul petto glabro e sui capezzoli!!! e poi li lanciava in aria, facendoli (quando andava bene!) cadere nel bicchiere... roba da matti!!! Con noi, c'era un altro gruppetto di stranieri, stranamente divertiti quanto sgomenti per quella visione; più gli avventori usuali, che non battevano ciglio... Forse era l'attrazione tipica del posto... Bah...

Cmq, terminato il pasto così... "saporito" e casereccio, torniamo sui nostri passi e, ormai stanchi morti, ci dirigiamo nella zona dei locali di Chueca, per annacquare la nostra stanchezza con un bel Mojito Madrileno e flirtare con i bicipiti autoctoni... A dormire, penseremo un altro giorno! :P

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Thursday, January 8, 2009

El Primero Dìa del Año Nuevo - Malasaña y Ohm



Il Primo Gennaio 2009 siamo completamente sciroccati di cervello, gonfi come cocomeri, con un cerchio alla testa che sembra che un fabbro ci stia battendo sopra un'incudine... La NocheVieja si è conclusa per noi alle 8 del mattino!

Cominciamo questa giornata molto molto lentamente, con una colazione leggera (visto che pochi minuti prima eravamo lì lì per abbracciarci al water... non mi sembra il caso di appensantirsi ulteriormente...) e poi, sempre con molta molta calma decidiamo di fare un giretto, non troppo impegnativo, ovviamente, per il sobborgo così fashion-glamour di Malasaña.

Plaza Dos de Mayo, le serrande dei negozietti di quartiere tutte addobbate e decorate di figure e colori sgargianti, anche in questa mattinata un pochino nuvolosa, ma comunque calda ed accogliente.

Una caratteristica molto singolare dei negozietti e delle taverne, anche in pieno centro, sono le decorazioni ed i mosaici in maiolica e ceramica! Delle piccole chicche che non possono sfuggire al turista più attento...

Il resto del pomeriggio, preferiamo riprenderci un pochino dalla botta cosmica e ci pieghiamo anche noi alla consuetudine Madrilena della siesta. E' davvero un toccasana, con questi ritmi e questo stile di vita, così meravigliosamente dissoluti!!!

La sera, scoviamo un ristorantino troppo chic, proprio sotto l'albergo (e chi l'aveva visto prima???): Le Mario, nome terribilmente esotico per essere italiano e terribilmente italiano per essere davvero esotico...

Appena entrati, ci accoglie il métre, cui consegnamo i nostri soprabiti e ci fa accomodare in un tavolino al centro sala, servendoci immediatamente uno stuzzichino di bruchette e formaggio fresco e grissini, come entradas.

Le portate proseguono con una fantasia di gnocchi alla parisienne, dall'abbondanza increbidile, su un letto di gorgonzola fuso... Vino rosso della casa, Azado e pollo ai funghi, in un tripudio di salsine aromatiche alle verdure...

Chiudono la cerimonia, aperitivo e ammazzacaffè de invitacion, offerti dalla casa. Volete sapere il conto per due persone, per tutto questo ben di dio, bottiglia di vino inclusa? 58 euro.

Roba da non credere. Siamo al centro esatto di Madrid, a meno di 5 metri dal fantomatico Kilometro Cero, che è il centro di tutto la España, mangiamo con una valanga di portate, vino rosso eccellente, servizio straordinario, in un locale chiccosissimo e raffinatissimo, assaggiamo una carne di bistecca superba che neppure nelle meglio trattorie della Toscana... e questo è il conto? Una barzelletta???

Fantastici! Lasciamo un'abbondante mancia del 15%, per aver gradito il servizio al di là di ogni più fortunata aspettativa, ed usciamo dal ristorante in uno stato d'animo contraddittorio: al settimo cielo, per aver trovare un posto così, penso unico nel suo genere; disperati, non appena ci rivolgiamo col pensiero alla realtà italiana, ché se prendi un caffè al centro di Venezia, magari ti serve un mutuo per pagarlo e fa pure schifo...

Ricordate: se capitate a Madrid, il ristorante Le Mario in Calle del Correo, proprio su Puerta del Sol, deve essere la vostra meta! Non potete perdervi questo orgasmo di piacere...

Ripresi per la goduria (una delle poche volte che davvero abbiamo goduto a tavola!!!), ci spingiamo verso la Metro per Chueca,a zonzo per bar e pub del ghetto; la nottata finirà all'Ohm, di cui vi ho già descritto le sensazionali caratteristiche...

Se l'inizio dell'anno comincia così bene... non oso immaginare il resto! Aaaaaaaa!!!

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NocheVieja en Madrid



Prima di cena, non possiamo mancare all'appuntamento con El Corte Engles, per rifornirci dell'accessorio immancabile, in questa NocheVieja Madrilena: l'uva! E' infatti usanza nota in tutto il mondo (e se non lo sapevate, ve lo dico io!) che allo scadere della mezzanotte, in Plaza del Sol, si mangi un chicco d'uva ad ogni rintocco del campanile. Un piccolo gesto scaramantico per propiziare tanta tanta fortuna nell'anno nuovo!

Ed ecco che parte l'assalto ai supermercati ed agli alimentari in tutta Madrid (la città brulica di piccoli negozietti alimentari, dappertutto... e pensare che qui in Italia, invece, stanno sempre di più scomparendo!), tutti a caccia dei fatidici 12 chicchi d'uva!

Seconda tappa, anche questa abbastanza obbligata per i festaggiamenti in piazza, negozietto di vini per una buona bottiglia di Cava, lo spumante la deve fare da padrone, stanotte!!!

Stanotte, tutto deve essere perfetto. Doccia, barba... Sono pulito, lindo, liscio e morbidoso :P Quasi quasi mi scoperei, se potessi!!! Indosso la mia camicetta nera sotto il completo gessato, cravattino rosso fiammante...

Pronto! Cena velocissima in un localino sotto l'albergo e poi, Puerta del Sol! Sfortunatamente, in piazza non è possibile portare bottiglie di vetro: la polizia ti ferma all'ingresso e ti serve dei bicchieroni di plastica da un litro, per svuotare le bottiglie di spumante! E è così che il primo tappo è saltato intorno alle 10.30, mentre alle 11, a furia di guardare il bicchierozzo di spumante in mano, ce lo siamo piano piano, sorsetto dopo sorsetto, scolato quasi tutto! Alla mezzanotte, eravamo di fatto praticamente già 'mbrichi persi!

Allo scadere delle 11, prima grande baldoria, tutta la piazza esaltata, tesa ed ansiosa di arrivare alle 12; si comincia a ballare, cantare e soprattutto bere, bere, bere... Ma quanto cazzo bevono i Madrileni??? :P

Meravigliosi giochi di luce illuminano i palazzi che circondano Puerta del Sol e le 10 strade laterali della piazza. Gente in ogni angolo, la piazza stracolma e soprattutto coloratissima: chi indossa cappellini da Babbo Natale, chi fantastiche parrucche fosforescenti...

Unica nota dolente è la presenza (eccessiva quanto fastidiosa) dei soliti italianuncoli: per fortuna, appena sentiamo qualche parolina dei soli maschiacci casinisti italiani, scappiamo per fonderci ancora meglio con la popolazione autoctona, che ci interessa molto molto di più!

Tra l'altro, cominciamo a capire la differenza fondamentale che passa tra un maschio italiano ed uno español: il pacco. Tutti gli spagnoli, e dico tutti tutti, hanno questi pacchi exta-voluminosi, versione XXL, da fare paura! Altro che gli stuzzicadenti italiani!!! La polla españolita es muy muy rica!!! Quanto adoro questo paese, da sempre! Ehehehhe :P

La mezzanotte è un tripudio di fuochi d'artificio, luci e colori che si spandono sopra la piazza, la gente (noi compresi) che si strafoga con i chicconi enormi di uva, cercando di ingoiarne uno in tempo per ogni rintocco (ehm... in questo sono stato abbastanza bravo, devo ammettere... :P) e poi musica, balli per le strade...

Madrid è stata messa a ferro e fuoco, questa notte! Quando la seconda bottiglia di spumante è ormai andata, scivoliamo verso Chueca, per cominciare la nostra NocheVieja al Liquid, un locale proprio alle porte del quartiere gay.

Usciti dal Metro, incontriamo questo ragazzotto simpaticissimo, con tanto di anello al naso, stile caprone (!), che attacca bottone, ci presentiamo e andremo avanti per tutta la serata in sua compagnia, come se fossimo amici da una vita! Troppo di fuori! Il locale, neppure a dirlo, pieno zeppo di gente; all'entrata, ci danno tanto di kit per la NocheVieja: ossia cappellino, collana di fiori, anello sbrilluccicoso, coriandoli e consumazione omaggio! Fantastico!!!

E via giù di Cuba Libre (ché se dici solo Cuba, il barista non ti capisce!!!) e Negroni (che il barista non lo conosceva, ma un italiano anima pia si ricordava la composizione di questo intruglio della felicità e ci ha aiutato ad averlo... ne è uscito un Negroni fatto ad arte, di gran lunga il più fortissimo che abbia mai ingurgitato nella mia vita!!!)...

I ragazzi veramente carini si sprecano, a Madrid! A cominciare da un biondino, capelli d'oro, ricci, che gli cadevano morbidamente sulle spalle... ribattezzato dal mio amico il biondino-prima-donna per ovvie ragioni (invidioso... :P)... poi la sezione dei palestratoni, i bears, gli italiani (ché quelli si ghettizzano e li riconosci ovunque, per forza!)...

Mamma che seratone! Di questo capodanno ricorderemo senza alcun dubbio un particolare, sopra tutti gli altri: la circonferenza dei bicipiti dei Madrileni... Roba da record!!! Un saluto speciale a quel ragazzotto di Chueca (ehm... di cui, ovviamente, ora non mi sopraggiunge più il nome... ehm...), al biondino-prima-donna, al barista che non sa fare i Negroni (ma ora ha imparato, grazie a noi! :P) ed a tutti i Madrileni, per la serata troppo al top del top!!! ... y ya quiero volver!!!

Per chi volesse curiosare tra la montagna di foto di questa nuova straordinaria vacanza, sono già online!!! Buona visione!